STATI UNITI

I quattro decenni dal 1944 al 1984 sono stati un periodo di significativa trasformazione nello status e negli atteggiamenti della Chiesa cattolica romana negli USA. I tre fattori principali che hanno stimolato il cambiamento sono stati: 1) il maggiore pluralismo nella società americana e nella cultura in genere, 2) l’ascesa sociale dei cattolici romani da un retroterra di classe lavoratrice composta prevalentemente da immigrati, verso la classe media e verso uno status professionale, e 3) il Concilio Vaticano II. La Chiesa è giunta a riconoscere le differenze regionali e il pluralismo come influssi positivi, ed ha impegnato se stessa verso una forma di ecumenismo che lavora per l’unità nella diversità. Durante questo periodo la C. ha dimostrato una grande sensibilità verso “i segni dei tempi” ed ha funzionato come un fattore di cambio nella Chiesa.

1.​​ Il decennio immediatamente successivo alla seconda guerra mondiale è caratterizzato dall’enorme crescita delle periferie urbane e dalla creazione di molte nuove parrocchie con scuole parrocchiali elementari. Scuole secondarie a livello diocesano, generalmente con insegnanti religiosi e laici, furono costruite nei grandi centri urbani con una notevole concentrazione di cattolici. Il​​ Baltimore​​ Catechism​​ funzionò come syllabus per la maggior parte dei programmi cat., e in molti posti era imparato a memoria. Il National Center of Religious Education – Confraternity of Christian Doctrine (CCD) in Washington, D.C. – diresse l’elaborazione di nuovi materiali cat. e metodi rinnovati. Suor Rosalia Walsh, M.H.S.H., redattrice di​​ The Adaptive Way​​ (1949), collaborò con il Centro Nazionale nella realizzazione di “A Confraternity School Year Religion Course for Teachers of Children Attending Public School” (​​ 19491951),​​ che ebbe anche una ripercussione sull’IR nelle scuole parrocchiali.

2.​​ Il decennio successivo, dal 1955 al 1964, è stato un periodo di entusiasmo e di espansione degli orizzonti. Ci furono anzitutto i leaders della C. europea che stimolarono la fantasia e resero consapevoli i cattolici americani dei nuovi approcci nella C. Poi venne il Vaticano II, che aprì una nuova visione della Chiesa e della sua missione nel mondo. Durante quegli anni J. → Jungmann, J. Goldbrunner, M. → Van Caster, J. → Hofinger (che più tardi venne a vivere negli USA) e A. Nebreda fecero ampi giri di conferenze negli USA; poi insegnarono in corsi estivi presso l’università di Notre Dame, la​​ Catholic​​ University of America, la Loyola University di Chicago e altrove; i loro scritti, in particolare quelli di Jungmann, ebbero un grande influsso sull’orientamento della C. Gli stessi, tradotti in inglese, furono letti avidamente da educatori religiosi di tutto il paese. Diversi americani andarono a studiare a → “Lumen Vitae”, il Centro Internazionale di pastorale cat. a Bruxelles, e alcuni parteciparono alle settimane internazionali organizzate da padre J. Hofinger. Gli atti della settimana di Eichstàtt (1960), pubblicati in inglese con il titolo​​ Teaching All Nations​​ (New York, 1962), fecero della “C. → kerygmatica” e della “pedagogia dei segni” parole d’ordine della C. americana. Alcuni leaders del movimento cat. americano erano pure attivi nel movimento liturgico, e accolsero favorevolmente i nuovi approcci dell’esegesi biblica. In quegli anni un eminente portavoce americano per il rinnovamento cat. fu Gerard S. Sloyan, titolare del Department of​​ Religious​​ Education della Catholic University of America a Washington. Influenzato dal can. Francis H. Drinkwater in Inghilterra, dal movimento kerygmatico e biblico, come pure da “Lumen Vitae”, Sloyan sostenne l’idea che le difficoltà della C. in quel periodo erano dovute a una inadeguata teologia più che alle carenze nella metodologia e nelle tecniche cat. La sua visione divenne la filosofia sottostante alla riforma dei programmi universitari della Catholic University of America all’inizio degli anni ’60. I corsi offerti in quegli anni erano raggruppati attorno a “quattro segni”: Bibbia, dottrina, liturgia e testimonianza cristiana. La Marquette University in Milwaukee, la Fordham University a New York, la Loyola University di Chicago e altre istituzioni cattoliche di insegnamento superiore si associarono al rinnovamento cat., offrendo una diversità di corsi di aggiornamento teologico e di informazione circa i risultati del Vaticano II. Programmi universitari di licenza in “religious education” riconobbero l’identità propria della catechetica come disciplina universitaria, e formarono un rilevante numero di sacerdoti, di suore, di religiosi e di laici conferendo loro una leadership professionale.

Nel 1960 fu eletto come primo presidente cattolico degli USA John F. Kennedy. I cattolici assunsero progressivamente posizioni direttive nella vita pubblica. Le discussioni aperte dal Vaticano II cambiarono una certa immagine di Chiesa, ancora presente in molti cattolici, non cattolici e non cristiani. I cattolici iniziarono il dialogo con le Chiese protestanti e collaborarono ai programmi di riforma sociale, in modo particolare rivendicando i diritti dei neri e la loro piena integrazione nella società americana.

In un modo o nell’altro tutti questi sviluppi si ripercossero anche sulla C. I nuovi libri di testo, usciti a partire dagli anni ’50, presero una diversa impostazione. La ecclesiologia del Vaticano II e la rinnovata liturgia divennero simultaneamente contesto​​ e​​ contenuto dei nuovi materiali cat. L’idea della Chiesa come “popolo di Dio” e il rifiuto del “trionfalismo” divennero la base per una nuova comprensione della natura della Chiesa e della sua missione nel mondo.​​ Unitatis redintegratio,​​ il decreto sull’ecumenismo, stimolò l’apprezzamento positivo delle tradizioni e delle pratiche che i cattolici avevano in comune con altre comunità cristiane, creò nuovi atteggiamenti verso i protestanti e introdusse l’idea di “gerarchia delle verità”. La​​ Gaudium et spes​​ orientò' la C. verso tematiche contemporanee e verso' le esperienze degli uomini e delle donne nel mondo d’oggi. Non tanto i documenti cometali, quanto piuttosto la visione e la vitalità del Vaticano II ispirarono la C. nella metà degli anni ’60.

3.​​ La C. americana nel decennio tra il 1965 e il 1974 è stata dominata dai nomi di Gabriel Moran e di James Michael Lee, dalla pubblicazione del cosiddetto “catechismoolandese” e dal DCG. In questo periodo i leaders sul campo furono preoccupati della natura e della finalità — la “teoria” — della C. e della → religious education.

Gabriel Moran, FSC, con una notevole esperienza di insegnamento, ottenne il dottorato in religious education presso la Catholic University of America nel 1965. La sua tesi fu pubblicata in due volumi:​​ Theology of Revelation​​ e​​ Catechesis of Revelation​​ (1966). Scrittore prolifico e apprezzato conferenziere, Moran sostenne che la “storia della salvezza” era in procinto di diventare un sistema altrettanto rigido quanto la scolastica che essa aveva soppiantato nella C. Egli criticò Jungmann, perché non lasciava praticamente nessuno spazio agli individui per riflettere sulle proprie esperienze, e perché non aveva ricollegato la storia della salvezza con la storia personale dei catechizzandi. Nelle prime opere Moran situò la discussione della natura e dei fini della C. nel contesto della teologia della rivelazione. Nelle opere posteriori — dopo la pubblicazione di​​ Design for Religion​​ (1970) — egli criticò la C. perché troppo preoccupata della Chiesa e ai problemi istituzionali. Il compito di interpellare i bisogni religiosi ed educativi più ampi della società dovrebbe essere una preoccupazione di tutta la Chiesa, e non delegata ai soli ministri ordinati o agli insegnanti di professione. Moran è stato fra i primi sulla scena americana a denunciare la sovraccentuazione della C. dei fanciulli e la negligenza dei bisogni degli adulti.

Moran criticò la C. come troppo servile al magistero della Chiesa. James Michael Lee criticò l’educazione religiosa cattolica da un altro punto di vista. Egli fu del parere che l’istruzione religiosa è una forma di “social Science”, piuttosto che una forma di teologia. Lee progettò una trilogia, in cui elaborò il “social Science approach»:​​ The Shape of Religious Instruction​​ (1971);​​ The Flow of Religious Instruction​​ (1973);​​ The Content of Religious Instruction​​ (1984). Le teorie di Lee, ampiamente discusse sia in ambienti protestanti che cattolici, offrirono la filosofia sottostante al programma universitario della University of Notre Dame fino alla soppressione del programma nel 1979. Anche se il “social Science approach” fu severamente criticato, perché considerato troppo tributario del behaviorismo, si riconosce tuttavia a Lee il merito di due importanti contributi: sollecitò i catecheti ad apprezzare le ricerche sociali e a tener conto dei loro risultati; come aveva già fatto Moran, diede importanti contributi teorici circa la natura e le mete dell’educazione religiosa e della C.

Le scienze sociali, e in modo particolare l’opera di Goldman, Kohlberg e Fowler, i quali accentuano l’idea di sviluppo e si basano sulle teorie di Piaget, hanno avuto un continuo influsso sulla C. negli USA. Negli anni ’60 gli scritti del pedagogista britannico Ronald Goldman,​​ Religious Thinking from Childhood to Adolescence​​ e​​ Readiness for Religion,​​ polarizzarono l’attenzione. Negli anni ’70 la teoria di Lawrence Kohlberg sullo sviluppo morale e quella di James Fowler sulle fasi nello sviluppo della fede, furono molto popolari tra i cattolici. Anche se i metodi di ricerca e i risultati di Kohlberg e di Fowler sono stati oggetto di critica, essi continuano ad esercitare un marcato influsso sui catecheti cattolici degli USA.

La traduzione inglese del​​ De Nieuwe​​ Katechismus​​ Catechismo olandese, 1966) raggiunse subito vendite eccezionali e ricevette entusiastica accoglienza. Sulla scia del Vaticano II, la sua popolarità si spiega per un certo numero di fattori: incorpora gran parte della “nuova teologia”; è aperto alle sensibilità degli uomini e delle donne di oggi e alla loro ricerca di senso; è indirizzato agli adulti. Tuttavia, a lungo andare, l’impatto del Catechismo olandese sulla C. negli USA è stato ampiamente negativo. È stato il catalizzatore di tutte le lamentele e di tutti i rancori repressi contro la “nuova C.” (e anche contro il Vaticano II), e criticato non tanto per lo stile e il metodo quanto per il modo in cui presentava la dottrina.

La pubblicazione del Catechismo olandese fu l’occasione per gruppi conservatori, quali per es. Catholics United for the Faith (CUF), per incominciare a esaminare la “ortodossia” di testi cat., e attaccare ripetutamente teologi “liberali”, biblisti e catecheti di professione. La preoccupazione per l’ortodossia determinò la National Conference of​​ Catholic​​ Bishops (NCCB) a pubblicare il documento​​ Basic Teachings for Catholic Religious Education​​ (1973). Questo fascicolo, di 36 pp., era basato sul DCG (parte III, c. 2) e fu incorporato nel Direttorio Cat. Nazionale. Quando uscì il → DCG (1971) molti arciconservatori e progressisti furono delusi. I primi avevano sperato che esso avrebbe messo termine alla innovazione e avrebbe riportato il movimento cat. sui binari più tradizionali di scuola e aula scolastica. I conservatori diedero grande peso all’Addendum “Iniziazione ai sacramenti della penitenza e della eucaristia”. Se ne servirono per rovesciare la tendenza verso una prolungata C. della penitenza, che aveva condotto a ritardare la prima confessione fino a dopo la prima comunione. I progressisti furono delusi perché non trovarono nulla di nuovo nel DCG, e perciò lo ignorarono largamente. I responsabili del National Center of Religious Education – CCD, come pure la maggior parte degli Uffici cat. diocesani, lo accolsero positivamente. Essi considerarono l’accettazione del pluralismo da parte del DCG come un elemento creativo nel mondo e nella Chiesa. La richiesta del DCG per l’adattamento ai bisogni delle diverse età, dei livelli educativi e dei contesti socio-economici, nonché la sua insistenza sulla C. degli adulti, fu considerata una conferma della loro politica e dei loro programmi. Gabriel Moran fu moderatamente critico verso il DCG, ma i suoi scritti, particolarmente quello sulla rivelazione, avevano contribuito molto a preparare il terreno alla sua accoglienza. Inoltre è anche merito di studiosi quali Moran e James Michael Lee, se i catecheti americani verso la metà degli anni ’70 guardarono meno verso gli “esperti” europei e sempre più verso le proprie esperienze e intuizioni, per gli orientamenti sia teorici che pratici.

4.​​ In risposta al DCG, la NCCB decise di redigere un direttorio nazionale per gli USA. Pubblicato nel 1978,​​ Sharing the Light of Faith​​ (SLF. Trad. ital.:​​ Condividere la luce della fede. Direttorio catechistico nazionale dei cattolici degli Stati Uniti,​​ Leumann-Torino, LDC, 1981), chiamato Direttorio Catechetico Nazionale, costituisce il più rilevante sviluppo della C. americana del decennio che termina nel 1984. Per realizzarlo i vescovi avevano autorizzato il più largo processo di consultazione mai compiuto nella Chiesa americana. La consultazione aveva lo scopo di portare all’attenzione dei responsabili, sacerdoti e laici, attraverso tutto il paese, i principi della moderna C.

Il principio unificatore di SLF è: “God’s loving revelation of Himself and man’s faithful loving​​ response​​ to Him”. Questo è inteso nel senso che Dio continua a manifestare se stesso nel mondo d’oggi attraverso segni: biblici, ecclesiali, liturgici e naturali (compresi anche i “segni dei tempi”).​​ Sharing the Light of Faith​​ è un documento decisamente pastorale che accentua la necessità della C. degli adulti. Il suo carattere specificamente americano emerge, fra l’altro, dal modo in cui affronta un certo numero di tematiche: per es., accentua fortemente la C. per l’azione sociale; parla del posto che deve avere 1’”experiential learning”; offre orientamenti per l’educazione sessuale. Esso riflette un tratto dominante della C. negli USA: parla ampiamente della C. sacramentale, ma rimane ambiguo per ciò che riguarda la prima comunione e la prima confessione, e non ha voluto fissare una determinata età per la confermazione (ambedue i problemi sono tuttora temi di discussione tra i cattolici americani).

La relazione simbiotica tra C. e liturgia — che è un principio fondamentale della C. negli USA — è stata ulteriormente rinforzata dal nuovo​​ Rito per l’iniziazione cristiana degli adulti.​​ Promulgato nel 1972, diventa di anno in anno più importante. La popolarità del RICA negli USA può essere spiegata in larga misura per il fatto che esso riunisce sul piano pastorale molti elementi che hanno caratterizzato la C. americana negli ultimi quattro decenni, vale a dire: lo spostamento da una C. prevalentemente scolastica verso una C. della comunità; la relazione di interdipendenza tra preghiera, dottrina, formazione della comunità e diaconia; e la socializzazione degli adulti nella comunità cristiana.

Bibliografia

K. Barker,​​ Religious Education, Catechesis and Freedom,​​ Birmingham, AL, Religious Education Press, 1981; M. C. Bryce,​​ Pride of Place,​​ Washington, Catholic University Press, 1984; H. W. Burgess,​​ An Invitation to Religious Education,​​ Mishawaka, Ind, Religious Education Press, 1975; A. M. Grbeley,​​ The American Catholic. A Social Portrait,​​ New York, Basic Books, 1977; B. L. Marthaler,​​ Sharing the Light of Faith-. An Officiai Commentary,​​ Washington, USCC, 1981; M. Warren,​​ Sourcebook far Modern Catechetics,​​ Winona, MN, St. Mary’s Press, 1983.

→ Confraternity of Christian Doctrine; Director of Religious Education; Religious Education.

Berard L. Marthaler

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