TIROCINIO

 

TIROCINIO

L’esigenza di orientarsi per una nuova professionalità o di «farne l’esperienza» richiede un periodo di esperienza guidata. A tale esigenza (progettualità professionale ed esercizio pratico di una nuova professionalità) si riferisce il termine t. visto spesso come sinonimo di pratica, esercitazione, laboratorio. La maggior parte degli studi sono compresi nelle decadi degli anni ’70 e ’80 del sec. scorso quando il tema venne analizzato e sperimentato nell’ambito del​​ microteaching. Le esperienze e gli studi realizzati hanno portato ad un rafforzamento della necessità di studiare le condizioni che rendono il t. una vera e propria pratica educativa o formativa nei confronti di chi lo sperimenta.

1.​​ Natura e metodologia.​​ Il suo significato può essere espresso globalmente in: esigenza di sperimentare se stessi (le proprie capacità, cognizioni, interessi e desideri) in un compito grazie ad un aiuto; possibilità di verificare nella realtà determinati principi o teorie appresi; formazione graduale alla capacità di intervento autonomo; assimilazione di metodi operativi grazie ad una esperienza pratica; verifica di una capacità richiesta dalla futura professione. Gli elementi chiamati in causa si riferiscono a: un quadro di riferimento professionale; alla persona che desidera orientarsi o sperimentarsi in esso. Il denominatore comune resta la verifica grazie all’esperienza diretta, ossia la riflessione sistematica su quanto si è appreso e sulla possibilità di realizzarsi in una professione, come consapevolezza di saper fare e di voler diventare. Ne consegue pure che: il t. suppone la guida e la verifica da parte di chi è già nella professione o nella istituzione che propone il t. e non può essere confuso con la pura esperienza o con frammenti casuali (attività isolate dal contesto o occasionali); inoltre segue alcuni criteri, vuole raggiungere degli obiettivi, richiede specifici contenuti, abilità tecniche, modalità e tempi. I risultati potrebbero essere: l’autoverifica del proprio orientamento personale; la maturazione della personalità attraverso l’integrazione di un’esperienza di vita e di lavoro; la presa di coscienza della flessibilità, plasticità e dinamicità di fondo del campo professionale.

2.​​ Impostazione del t.​​ Comporta, da parte di chi ne è incaricato, il tentativo continuo di chiarirsi: il quadro di riferimento, i criteri e le condizioni, i contenuti e le modalità. Nel quadro di riferimento vengono chiamate in causa contemporaneamente la progettualità professionale, la​​ ​​ ricerca, e l’innovazione. Tra i criteri da tener presente sembra fondamentale la gradualità, la sequenzialità delle esperienze proposte e la partecipazione alla vita reale che si svolge all’interno dell’istituzione. Non vanno trascurate le condizioni che permettono la realizzazione dell’esperienza nel tener presenti continuamente il collegamento e la gradualità nel passaggio dalla teoria alla pratica, la necessità (e la possibilità) di poter confrontare realtà diverse (come classi e stili di insegnamento), la programmazione, la socializzazione e la​​ ​​ valutazione dell’esperienza stessa. I contenuti da trasmettere possono riferirsi ad una chiarificazione del dove si svolgerà l’esperienza e quindi una pista di osservazione relativa all’ambiente con le sue caratteristiche e alle persone con cui si verrà a contatto, che cosa un tirocinante può e deve fare e quindi le abilità e le conoscenze richieste, come ci si inserisce, con quale atteggiamento e stile. La metodologia può riferirsi a tre tappe: la sensibilizzazione alla situazione in cui ci si inserisce attraverso l’osservazione che evita la molteplicità di stimoli, sceglie un oggetto specifico e prepara uno strumento; la collaborazione intesa come partecipazione ad alcuni momenti decisionali nella​​ ​​ programmazione, e l’aiuto concreto nello sviluppo di alcune attività; l’assunzione graduale di responsabilità come ad es. la preparazione di un progetto d’intervento, la sua realizzazione e concettualizzazione dell’esperienza (valutazione). La durata è in relazione diretta con lo specifico delle diverse professioni: è opinione comune che l’esercizio della professione stessa rafforzerà nel tempo alcune caratteristiche formative ed operative. Ciò non toglie un elemento insito nel t.: l’esigenza di un aggiornamento e di una formazione permanente (​​ educazione permanente).

Bibliografia

De Landsheere G.,​​ La formazione degli insegnanti domani, Roma, Armando, 1978; Ferry G.,​​ Le trajet de la formation, Paris, Dunod,​​ 1983;​​ Mencía de la Fuente E. (Ed.),​​ Pedagogía de las instituciones de formación del profesorado, Granada, Ave María,​​ 1986; Gatti R. - V. Gherardi,​​ Il t. didattico: teoria e pratica, Roma, Armando, 1988; Di Nubila R.,​​ Impariamo ad orientare​​ (progetto di formazione degli insegnanti), Rimini, Maggioli, 1990; Gagnè R. M. - L. J. Briggs,​​ Fondamenti di progettazione didattica, Torino, SEI, 1990; Mastromarino R.,​​ L’azione didattica. Qualità ed efficacia nella classe, Roma, Armando, 1991; Czerwinsky Domenis L.,​​ Nuovi contesti della formazione: pratica professionale e processi riflessivi nel t., Milano, Angeli, 2005.

M. G. Caputo

image_pdfimage_print