SVIZZERA

 

SVIZZERA

La situazione particolare della SV (Confederazione di 23 cantoni, 6 diocesi, 4 lingue nazionali, popolazione confessionalmente mista) determina la realtà pastorale e cat. soprattutto secondo le regioni linguistiche. La Commissione cat. della conferenza episcopale (CCCE) è soprattutto un organo di coordinamento, che delega le sue competenze alle diverse regioni. I grandi vicini linguistici della SV hanno contribuito in misura considerevole a dare alla sua C. tre volti distinti e complementari.

I.​​ Svizzera romanza

Simile alla SV tedesca per la situazione (era dei catechismi, accento sull’insegnamento, assenza di direttive e di coordinamento, ecc.) lo sviluppo della C. nella SV rom. si delinea nel corso degli anni ’60, soprattutto sotto l’influsso del movimento cat. francese: elaborazione di nuovi catechismi per l’infanzia (Avec le Seigneur,​​ 1966), poi a partire dal 1970 adozione generalizzata di manuali francesi e belgi. Le principali iniziative prendono consistenza a partire dal 1965 e sono stimolate dai Sinodi diocesani (1972-1975).

1.​​ Passaggio dal catechismo nazionale alla pedagogia dei segni (anni ’60) e alla C. della testimonianza (anni ’80); le direttive pastorali insistono sulla libera scelta e sull’impegno personale nella C. sacramentale (direttive episcopali rom. relative ai sacramenti dell’iniziazione 1974, della confermazione 1981, del battesimo in età scolastica 1984).

2.​​ Passaggio dal libro al catechista: le prime “mamans catéchistes” radunano i fanciulli a gruppetti a casa (cantoni di Ginevra, Neuchàtel e Vaud); vengono assistite dai primi catechisti laici professionali; attualmente ci sono in tutti i cantoni gruppi di fanciulli che si radunano con i loro catechisti (all’incirca 5000, in maggioranza laici); il coordinamento è assicurato da 70 catechisti a tempo pieno.

3.​​ Passaggio dai fanciulli verso gli adulti: senza sottovalutare la C. della fanciullezza, l’età adulta diventa una preoccupazione crescente, soprattutto nell’ottica di una formazione cristiana (innumerevoli corsi formativi, giornate di studio, serie di conferenze); a poco a poco emerge la C. degli adulti, stimolata dal catecumenato degli adulti (in tutti i cantoni esiste il catecumenato in preparazione al battesimo; si trovano gruppi di famiglie o gruppi biblici spesso interconfessionali con un’ottica chiaramente cat.).

4.​​ Responsabilità dei genitori: la C. familiare e l’educazione alla fede, in cui i genitori sono i primi educatori della fede dei loro figli (con riunioni dei genitori, celebrazioni comuni), sono promosse e introdotte ovunque.

5.​​ Accento sulla formazione: in ogni cantone vengono organizzati corsi formativi per i laici in vista di un servizio cat. in senso largo; la “École des Catéchistes” di Friburgo (1970) forma, in collegamento con l’università, i quadri cat.; nel 1983 furono promulgate le “Lignes directrices romandes pour la formation catéchétique”.

6.​​ Collaborazione ecumenica crescente: commissione interconfessionale per l’animazione cat. degli handicappati, formazione comune dei catechisti di base (Ginevra), centri cat. cantonali ecumenici (Neuchàtel, Ginevra), elaborazione di corsi cat. comuni (i parcours​​ Séquences-, Alliance, Paraboles, St-Paul​​ per preadolescenti).

7.​​ Verso un coordinamento efficace: commissioni di coordinamento rom. per tutti i settori della C. (0-6 anni, fanciullezza, adolescenza, catecumenato, formazione, audiovisivo), programma-quadro per la C. della fanciullezza, in cui sono fissati gli orientamenti e le finalità normative (adattamento del →​​ Zielfelderplan​​ tedesco), bollettino di collegamento per i catechisti “Catecho” (5000 copie, 1982).

Soltanto due dei sei cantoni (Friburgo e​​ Valais)​​ hanno la C. nel contesto scolastico, impartita dal sacerdote, dall’insegnante o dal catechista. Manuali, programmi e opzioni sono gli stessi che negli altri cantoni valgono per la C. a livello della parrocchia. C’è inoltre un’ora di insegnamento biblico impartito dall’insegnante (quindi sotto la responsabilità dello Stato) in tre cantoni; si usano manuali ecumenici (ENseignement BIblique ROmand).

La struttura e l’organizzazione sono in prevalenza cantonali: in ogni cantone c’è un Centro cat. che, in collaborazione con i catechisti di professione, coordina e anima l’insieme della C. Sotto la guida della Commissione rom. per la C. (CRC) i cantoni si mettono d’accordo per tutti gli aspetti riguardanti l’insieme della regione rom.

Ambroise Binz

II. Svizzera italiana: diocesi di Lugano (Ticino)

1.​​ Lo sviluppo delle idee cat. nella diocesi di Lugano ha conosciuto dapprima il positivo influsso della riforma biblico-liturgica (anni ’50), del Concilio Vaticano Il poi (anni ’60), e infine il rinnovamento della C. operato dalla Chiesa italiana negli anni ’70. A partire dagli anni ’80, per influsso del Sinodo diocesano (1976) e approfittando della contemporanea riforma dei programmi di tutti gli ordini di scuola, l’Ufficio Cat. Diocesano, ristrutturato nel 1976, ha provveduto a un radicale rinnovamento di tutti i programmi scolastici di istruzione religiosa. Tale rinnovamento per il settore elementare è tuttora in corso. Si è inoltre provveduto a organizzare corsi diocesani e vicariali per la formazione dei catechisti ai diversi livelli.

2.​​ L’IR è previsto in ogni ordine e grado di scuola pubblica.

a)​​ A livello elementare è responsabile il parroco, e la retribuzione è compresa nella sua congrua. Solo pochi comuni hanno uno stanziamento speciale per l’IR a livello elementare. Nel livello medio e medio-superiore, la retribuzione è fatta dallo Stato cantonale, mentre la designazione dei programmi e dei catechisti spetta all’Ordinario diocesano.

b)​​ La finalità dell’IR va inquadrata nell’ambito delle finalità specifiche della scuola, e come tale si differenzia dalla C. che è attività propria e specifica della Chiesa per formare sistematicamente alla conoscenza e all’esperienza della fede cattolica. L’IR invece è un approccio criticamente motivato e documentato al fenomeno religioso e all’esperienza cristiana così profondamente radicata nella storia e nella cultura del paese. Una volta IR e C. coincidevano.

3.​​ L’organizzazione della C. in diocesi risulta così strutturata. L’Ufficio Cat. Diocesano promuove e coordina tutte le attività cat. in Diocesi. È formato da sei membri, uno per ogni vicariato della Diocesi, e lo presiede un direttore. A loro volta i singoli membri animano la C. nella loro zona, e collegialmente sono responsabili dell’attività dell’Ufficio Cat.

Giacomo Grampa

III.​​ Svizzera di lingua tedesca

1. Dopo il 1945 si continuarono ad usare per i preadolescenti i diversi catechismi diocesani; dopo il 1956 venne frequentemente adoperato il​​ Catechismo cattolico per le diocesi della Germania;​​ per i fanciulli si usavano diversi libretti della fede; per i giovani si usavano libri scolastici di storia della Chiesa, ecc. Non c’erano programmi in senso stretto, ma soltanto programmi per la divisione della materia in riferimento ai diversi libri di religione. Le finalità principali erano la trasmissione del sapere e l’iniziazione alla vita ecclesiale. L’insegnamento cat. era impartito quasi esclusivamente da sacerdoti. Accanto all’IR scolastico vi era, per studenti e per giovani che avevano già lasciato la scuola, l’insegnamento cristiano (Christenlehre) la domenica. Non vi erano commissioni cat., né centri cat., né possibilità di formazione. I rinnovamenti più rilevanti della C. nella

SV ted. avvengono nel decennio 1965-1975.

1)​​ Partecipazione dei laici.​​ Quasi contemporaneamente furono creati curricoli per la formazione di catechisti laici volontari (dal 1963, in un primo momento per iniziativa privata) e catechisti professionali (Istituto cat. di Lucerna, 1964).

2)​​ Ampliamento delle finalità.​​ L’abbandono dei catechismi come libri di testo per l’IR scolastico divenne sintomatico per il fatto che si cercava con maggiore intensità di stabilire esplicitamente la correlazione tra fede e realtà della vita; di educare atteggiamenti religiosi fondamentali, quali per es. il rispetto e la gratitudine; di realizzare rapporti con Dio Padre, Gesù Cristo e lo Spirito Santo; di fare anzitutto un’esperienza di Chiesa.

3)​​ Una maggiore scelta metodologica.​​ Per es., accanto alla esposizione, l’attività personale dei fanciulli riceve uno spazio assai maggiore; le ore di religione vengono consapevolmente accentuate in chiave emozionale (creare esperienze ed elaborarle creativamente) oppure cognitiva (costruire progressivamente il sapere della fede). Per i nn. 2 e 3 cf soprattutto le oltre 50 pubblicazioni della Grenchner​​ Arbeitsgemeinschaft.

4)​​ Strutturazione della C.​​ Il primo vero programma per la C. è quello della diocesi di Basilea (1970). Un abbozzo di curricolo (1972) fu abbandonato e al suo posto venne pubblicato il​​ Katechetischer Rahmenplan​​ (programma quadro) della SV ted. (1975-1977).

5)​​ Assenza di mezzi didattici ufficiali.​​ Accanto ad alcuni mezzi di produzione svizzera (privata) furono utilizzati molti libri tedeschi e austriaci. Per l’insegnamento biblico si affermò come unico testo la​​ Schulbibel​​ (Bibbia scolastica) svizzera (realizzata in collaborazione tra evangelici e cattolici); venne a sostituire la​​ fiugendbibel​​ (Bibbia per giovani), pubblicata nel 1962 come testo didattico ufficiale.

6)​​ Consolidamento istituzionale.​​ Dopo il 1965 si creano a brevi intervalli le Commissioni cat. delle diverse diocesi. Dal 1967 esiste la Commissione Cat. interdiocesana (SV ted.), che dispone, dal 1974, di un Segretariato permanente (ufficio). Anche nella maggior parte dei cantoni furono create Commissioni e Uffici cat. Si aggiungono anche molti centri per i mezzi audiovisivi.

7)​​ Più intenso rapporto con la parrocchia.​​ L’IR era sempre collegato con la parrocchia. Ciò nonostante i Sinodi diocesani​​ (19721975) indicavano come una delle esigenze più rilevanti un più forte legame della C. dei fanciulli con le parrocchie. Così pure

8)​​ La​​ collaborazione tra catecheti e famiglie.

9)​​ Collaborazione ecumenica​​ (→ Chiese riformate). A livello istituzionale la collaborazione ecumenica esiste finora soltanto in alcuni cantoni, e limitatamente all’insegnamento della Bibbia.

L’impegno per il prossimo futuro deriverà probabilmente dal fatto che la C. con sempre maggiore frequenza deve cercare di dare ai fanciulli la prima iniziazione alla fede. Questo condurrà certamente a un cambiamento nella C. dei sacramenti.

2.​​ Nella stragrande maggioranza dei cantoni della SV ted. la C. dei fanciulli (IR) è inserita, con 1 o 2 ore settimanali, nell’orario di tutti gli anni della scuola elementare. Inoltre in 18 dei 21 cantoni gli insegnanti sono incaricati (da parte dello Stato, o da parte della Chiesa, o da ambedue) di impartire l’insegnamento della Bibbia nei primi sei anni delle elementari.

Il Rahmenplan (programma quadro) per la C. indica come finalità globale: Il fanciullo deve imparare a vivere con Dio (atteggiamenti cristiani fondamentali e comprensione della fede). Poiché è sempre più frequente la mancanza di esperienza della vita ecclesiale, la preparazione dei fanciulli alla prima confessione, all’eucaristia e alla confermazione si fa sempre più fuori del contesto scolastico. La competenza della Chiesa è diversa da un cantone all'altro, quindi non si può sempre contare su una finalità kerygmatica per l’insegnamento della Bibbia.

3.​​ Le istituzioni, di cui in 1.6, hanno responsabilità esplicita per la sola C. dei fanciulli. La direzione delle attività cat., e in modo particolare la formazione permanente dei catecheti, è generalmente affidata agli Uffici cat. cantonali. La Commissione Cat. per la SV ted. e le Commissioni diocesane hanno soprattutto funzioni di coordinamento. L’unico documento rilevante per l’intera regione di lingua ted. è il Rahmenplan (programma quadro) per la C.

Oltre agli allievi delle scuole elementari, soltanto gli studenti, e non gli apprendisti, ricevono un insegnamento cat. regolare. Diversi gruppi giovanili ecclesiali si impegnano nella formazione religiosa degli iscritti. Per ciò che riguarda gli handicappati, la C. è collegata con la pastorale generale. La C. degli adulti, giudicata una realtà importante, oltre la predicazione domenicale, conosce soltanto sporadiche offerte (serate per genitori, eventi parrocchiali generali, centri di formazione, alcune riviste).

Othmar Frei

Bibliografia

Testi dei diversi Sinodi diocesani (1972-1975): Basilea 1978; Coita 1977; St-Gall 1977; Lausanne-Ginevra-Friburgo 1978; Commission Romance de​​ Catéchèse,​​ Pour une catéchèse de l’enfance.​​ Introduction au Plan-Cadre pouf les diocèses de Suisse romande, Neuchàtel, s.d. (1984);​​ Katechetische Richtlinien​​ für​​ die Anstellung von Katecheten und Katechetinnen,​​ St. Gallen, 1975, 19842;​​ Deutschschweizerischer Katechetischer Rahmenplan,​​ Luzem, 1975-1977, 1982-19842;​​ Pian cadre pour la Catéchèse de l’enfance,​​ Neuchàtel, 1983;​​ Zur Kooperation der Kirchen im RU​​ wãhrend der ohi. Schulzeit,​​ in “Schweiz.​​ Kitchenzeitung” 144 (1976) 510-512; O. Frei,​​ Der​​ Religionsunterricht​​ im Rahmen der Kinderkatechese nach der Synode 72,​​ Luzern, 1982 (bibl.);​​ Lignee​​ Directrices​​ Romandes pour la formation catéchétique,​​ Lausanne, 1983.

Riviste cat.: “Katechetische Informationen” (dal 1969); “Praxis” (dal 1970); RL (ecumenica, dal 1972); “Catecho” (in francese, dal 1983).

Ambroise Binz

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