SCRITTURA

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SCRITTURA

L’attività umana che, come quella del comprendere, può essere assimilata ad un complesso processo di ricerca di soluzione di un problema (​​ problem solving). Infatti, sono molte le domande a cui deve rispondere chi comincia a scrivere: chi è il mio interlocutore? Qual è lo scopo del mio scrivere? Quale struttura deve avere il mio scritto? ecc. Solo dando delle precise risposte a queste domande lo scrivente può pianificare ed organizzare gerarchicamente altre sotto-attività. Chiunque si accinge a scrivere, indipendentemente dalla sua cultura e dal testo in cui è impegnato, usa processi simili anche se le modalità con cui li affronta dipendono dal contesto, dall’argomento, dal tipo di documento da redigere e dallo stile, dalla competenza ed esperienza raggiunte.

1.​​ I processi dello scrivere.​​ Se ci riferiamo allo scrittore adulto, l’attività dello scrivere sembra richiedere vari momenti: la definizione del lettore, il ricupero del contenuto, l’organizzazione dello scritto, la stesura e la revisione del testo. La valutazione delle​​ informazioni del lettore​​ è molto importante per lo scrivere. Mentre nella conversazione un eventuale errore può essere corretto per un intervento dell’ascoltatore, nello scritto viene meno questa possibilità. Dalla conoscenza del lettore colui che scrive può risolvere molti problemi: l’uso del linguaggio, la distribuzione dell’informazione, l’aiuto che egli dovrà dargli per portarlo a comprendere, ecc. Altrettanto decisivo nello scrivere è il processo di​​ ricupero del contenuto.​​ Bereiter e Scardamalia (1982) hanno rilevato che per un esperto il richiamo del contenuto è maggiore del necessario, così che egli deve successivamente intervenire per abbreviare o escludere delle parti, mentre per un inesperto questo compito costituisce una difficoltà notevole. Sebbene la conoscenza possa essere ben organizzata in una rappresentazione mentale, spesse volte, soprattutto per contenuti complessi, il richiamo richiede la messa in opera di strategie di aiuto. Quando è ricuperato, generalmente il contenuto deve ricevere un’organizzazione​​ o​​ ristrutturazione.​​ Le idee richiamate devono essere sistemate secondo una successione e una dipendenza di argomenti, una coerenza di punti di vista, un ordine logico, un ordine progressivo. In altre parole, poiché il richiamo non assicura di per sé la migliore successione delle idee, si impone un’abilità di organizzazione globale scegliendo i contenuti e la loro disposizione opportuna, tenendo presente contemporaneamente il contenuto stesso, le conoscenze del lettore e lo scopo dello scrivere.

2.​​ Il​​ processo di stesura.​​ Prese le decisioni delle fasi precedenti, chi scrive si impegna nella stesura di una bozza. Egli starà attento alla struttura delle frasi ed alla scelta delle parole né troppo specifiche né troppo generiche, cercherà di mantenere lo stile, la coerenza del linguaggio, la distribuzione delle informazioni, aiuterà con sintesi e con particolari accorgimenti la comprensione del testo. Lo scrittore esperto si muove in questo processo tornando più volte sui propri passi, ad es. rivedendo la pianificazione effettuata, la bozza e così via. In questa fase potrà rendersi conto della necessità di rivedere alcune decisioni prese precedentemente ed, eventualmente, di riformulare il suo piano.

3.​​ Il processo di revisione.​​ In quest’ultimo processo chi scrive assume la posizione del lettore, per rivedere quanto scritto nel suo documento e valutare se quello che legge è ciò che egli intendeva trasmettere, se è riuscito a rendere comprensibile la sua comunicazione e se il messaggio può essere accettato dal suo lettore. Colui che scrive dovrà rivedere il documento per migliorare i punti in cui la valutazione ha accertato alcune mancanze. Sebbene sia del tutto scontato correggere un testo dopo la prima stesura, in realtà questa fase non è così semplice da definire o facile da acquisire come si potrebbe credere. Si è potuto rilevare che la competenza richiesta diminuisce rispetto all’aumento dell’età e che è qualitativamente diversa tra esperto e inesperto.

4.​​ Ricorsività dei processi di s.​​ I processi che compongono l’attività dello scrivere non sono percorsi in maniera lineare così come vengono descritti. L’attività dello scrivere è molto complessa e richiede allo scrittore di ritornare più volte sui propri passi, sulle decisioni prese, sulla bozza considerata rivedendo il suo documento. Per tale motivo, chi vuole riuscire in modo efficace nel suo lavoro e trasmettere in modo significativo e accettabile i suoi messaggi, dopo aver redatto l’intero documento può decidere di cambiare o di ripianificare un’intera sequenza di informazioni perché possono risultare, secondo la sua valutazione, poco comprensibili per il pubblico dei lettori. Egli potrebbe anche decidere di operare dei cambiamenti in una sezione del documento scritto precedentemente, mentre sta eseguendo la stesura del paragrafo finale del testo. I processi dello scrivere non sono lineari e semplici, ma molto complessi e richiedono un lungo esercizio e un’attenta auto-educazione.

Bibliografia

Bereiter C. - M. Scardamalia, «From conversation to composition: the role of instruction in a developmental process», in R. Glaser (Ed.),​​ Advances in instructional psychology,​​ Hillsdale, Erlbaum, 1982, 1-64; Fowler L. J. - L. Carey,​​ Strategies far writing theories and practices,​​ in «College Composition Communication» 37 (1986) 3, 302-314; Scardamalia M. - C.​​ Bereiter, «Research on written composition», in M. C. Wittrock (Ed.),​​ Handbook of research on teaching,​​ New York, Macmillan,​​ 31986, 778-803; Idd.,​​ The psychology of written composition,​​ Hillsdale, Erlbaum, 1987; Hacker D. J. et al.,​​ Text revision: detection and correction of errors,​​ in «Journal of Educational Psychology» 86 (1994) 65-78.

M. Comoglio

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