RABELAIS François

 

RABELAIS François

n. a Chinon nel 1494 - m. a Parigi nel 1553, umanista francese e critico dei costumi del suo tempo.

1. Ammiratore di​​ ​​ Erasmo, fa parte della generazione di umanisti come Agrippa,​​ ​​ Vives e Budé, che tentano di fissare le basi per l’educazione dell’uomo nuovo. La sua originalità brilla nel suo stile esilarante e sarcastico. R. utilizza la lingua popolare dei chierici erranti del basso​​ ​​ Medioevo. Attraverso i giganti protagonisti della sua famosa opera​​ Gargantua e Pantagruel​​ (1533-1564) ridicolizza l’educazione medievale impartita nelle scuole e nelle università. Gargantua fu educato da un famoso sofista della Sorbona chiamato Thubal Holofernes, che gli fece apprendere il​​ Donato,​​ il​​ Faceto​​ e l’Alanus in parabolis,​​ fino ai tredici anni. Con questi studi Gargantua divenne ogni giorno più pedante e vanitoso, cosa che non passò inosservata a suo padre. Quella educazione ottundeva la gioventù e non era utile all’apprendimento; la soluzione era cambiare sistema e iniziare la rieducazione di suo figlio. Il nuovo maestro Ponocrate gli fece un lavaggio del cervello per eliminare le conoscenze apprese in precedenza. Il suo programma era quello sostenuto da tutti gli umanisti del tempo: gr., lat., ebreo e arabo,​​ ​​ arti liberali (lasciando da parte l’astrologia), studio dell’Antico Testamento,​​ educazione fisica (equitazione, corsa, nuoto, scherma), storia e medicina gr., lat. e araba.

2. La pedagogia di R. era sostenuta dai grandi pedagogisti del suo tempo e dai metodi intuitivi che essi preconizzavano. La sua abbazia di Thélème, simbolo dell’utopia di R., che aveva come motto «Fai ciò che vuoi», preludeva ai principi naturalistici di​​ ​​ Rousseau. Eudemone, protagonista ideale dell’opera di R., educato secondo i suoi principi pedagogici, sa pensare con giudizio e parlare con buon senso; non è superbo, ma è sicuro delle sue idee e del suo modo di agire. Quando Gargantua lo conosce, si rende conto di non aver imparato a parlare e piange disperato, coprendosi il volto con il cappello: il tempo impiegato per la sua educazione era stato inutile e doveva cominciare di nuovo.

Bibliografia

a)​​ Fonti:,​​ Oeuvres complètes, par M. Huchon, Paris, Gallimard,​​ 2002. b)​​ Studi: Giraldi A.,​​ R. e l’educazione del principe,​​ Milano, APE, 1954; Leonarduzzi A.,​​ F.R. e la sua prospettiva pedagogica,​​ Trieste, Tip. Moderna, 1966; Cooper R.,​​ R. et l’Italie,​​ Genève, Droz, 1991; Bajtin M.,​​ La cultura en la Edad Media y en el Renacimiento: el contexto de F.R., Madrid, Alianza, 2005.

B. Delgado

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