MECCANISMI DI DIFESA

 

MECCANISMI DI DIFESA

Processi psichici attraverso cui l’Io si protegge o dalle pulsioni o dal Super-Io o da​​ ​​ stress provenienti dal mondo esterno, avvertiti come dolorosi ed insopportabili.

1. I m.d.d. sono il sedimento di modalità strutturatesi nella prima infanzia per far fronte a situazioni conflittuali, fonte di angoscia. Essi agiscono in modo prevalentemente inconscio, e quindi automatico, e si manifestano attraverso pensieri, percezioni, sentimenti, atteggiamenti, comportamenti. Possono essere adattivi o patologici. Sono adattivi quando sono in grado di garantire all’Io un sano equilibrio, che permette di non compromettere l’esame della realtà. Sono disadattivi, o patologici, allorché sono usati in modo troppo intenso, coatto e ripetitivo e quindi non tengono più conto della realtà. In questo caso, l’Io rischia di impoverirsi e di disintegrarsi, dal momento che le sue risorse vengono interamente consumate in operazioni di difesa. Esistono m. difensivi più​​ primitivi,​​ quali la proiezione, l’introiezione, la scissione, l’idealizzazione, la negazione e l’identificazione proiettiva, e m. difensivi più​​ evoluti,​​ quali la razionalizzazione, la compensazione e la sublimazione.

2. I principali m.d.d. sono: a)​​ Annullamento:​​ correzione, riparazione o espiazione di pensieri o azioni investite da pulsioni rimosse. Ciò viene simbolicamente raggiunto attraverso pensieri o azioni che hanno un significato opposto. b)​​ Diniego:​​ rifiuto di riconoscere un aspetto disturbante della realtà. A differenza della​​ negazione,​​ non c’è l’esplicitazione di un’espressione verbale negativa. c)​​ Formazione reattiva:​​ rovesciamento nel loro contrario di idee, desideri, azioni rimosse. L’individuo cioè cerca di soddisfare in qualche modo quanto è rimosso accentuando ed esaltando a livello cosciente l’esatto opposto. d)​​ Identificazione:​​ processo con cui l’individuo assimila un aspetto di un’altra persona e si trasforma in parte o in tutto nel modello di quest’ultima. Attraverso tale m. l’Io tenta di sfuggire da una situazione psichica angosciante, cercando l’altro come contenitore. Ci sono diversi tipi d’identificazione: progressiva, regressiva, con l’aggressore, con l’altro sesso e proiettiva. e)​​ Intellettualizzazione:​​ ricorso esasperato al pensiero astratto, al fine di evitare il contatto con le proprie emozioni. Un modo tipico è quello di rifugiarsi nelle generalizzazioni e in narrazioni in terza persona. f)​​ Isolamento:​​ separare, a livello di coscienza, i pensieri o le azioni dai contenuti emotivi. L’individuo è incapace di sperimentare con- temporaneamente gli aspetti cognitivi ed affettivi di una situazione. Con il ricorso a tale m. l’individuo può diventare cosciente di contenuti mentali rimossi, non invece degli aspetti emotivi ad essi connessi e viceversa. g)​​ Negazione:​​ m. per cui l’individuo, pur manifestando un desiderio, un pensiero, un sentimento, un comportamento, fino allora rimossi, si difende, negando che gli appartengono. Nella negazione viene implicitamente affermato quanto si sta negando. h)​​ Proiezione:​​ esistono due tipi fondamentali di proiezione. I.​​ Proiezione attributiva:​​ quando l’individuo sposta inconsciamente su un altro caratteristiche sue proprie, di cui però ha coscienza. II.​​ Proiezione difensiva:​​ quando l’individuo sposta inconsciamente su un altro caratteristiche sue proprie rimosse, perché fonte di angoscia. In questo secondo caso, ciò comporta una fuga dalla responsabilità dei propri pensieri o comportamenti ed un’attribuzione al mondo esterno di desideri o proibizioni provenienti dal proprio mondo interno. i)​​ Razionalizzazione:​​ processo di giustificazione, per cui l’individuo cerca di dare delle spiegazioni coerenti dal punto di vista logico a sentimenti, idee e azioni, di cui a livello conscio non sono percepite le vere motivazioni. In altri termini, l’individuo deforma inconsciamente la realtà esterna allo scopo di trovare una spiegazione razionale ad emozioni o comportamenti determinati dal proprio mondo interno. l)​​ Regressione:​​ ritorno a degli stadi anteriori di sviluppo, di pensiero, di relazioni oggettuali, di strutture comportamentali. L’Io ricorre alla regressione, allorché è esposto a situazioni di frustrazione. La fase di sviluppo verso cui ritorna è connessa al punto​​ di fissazione​​ (orale, anale o fallica) più o meno rigida della libido. La regressione può essere​​ adattiva,​​ quando è facilmente reversibile ed è al servizio dell’Io, per cui da essa ricava sollievo, o​​ disadattiva,​​ allorché l’Io regredisce ad un punto tale, da perdere il contatto con la realtà in modo irreversibile, come nel caso della psicosi. m)​​ Rimozione:​​ difesa primaria dell’Io. Essa sta all’origine della formazione dell’inconscio. Il suo obiettivo è quello di allontanare dalla coscienza pulsioni e loro derivati (pensieri, sentimenti, emozioni, ricordi, desideri) fantasticati come minacciosi. n)​​ Scissione:​​ secondo​​ ​​ Freud, comporta il sorgere di due atteggiamenti psichici dell’Io nei confronti della realtà esterna: l’uno tiene conto della realtà e l’altro la nega e la sostituisce con un prodotto del desiderio. Secondo​​ ​​ Klein è il considerare se stessi o gli altri come totalmente buoni o totalmente cattivi, per cui viene meno la capacità di cogliere, entro un quadro d’integrazione, gli aspetti positivi e negativi di sé o degli altri. o)​​ Spostamento:​​ un’idea, un desiderio o un’azione sono indirizzati verso un oggetto (persone, animali, cose, situazioni) più accettabile e meno angoscioso rispetto a quello originario. p)​​ Sublimazione:​​ incanalamento, attraverso una modulata inibizione, di idee, sentimenti, comportamenti potenzialmente disadattivi, connessi con le pulsioni libidiche o aggressive, in idee, sentimenti, comportamenti socialmente accettabili. Esempi classici di tale m. sono l’attività artistica, la competizione sportiva, la ricerca intellettuale.​​ 

Bibliografia

White R. B. - R. M. Gilliland,​​ I m.d.d.,​​ Roma, Astrolabio, 1977; Freud A., «L’Io e i m.d.d.», in​​ Opere,​​ vol. 1, Torino, Bollati Boringhieri, 1978, 151-265; Nicasi S.,​​ I m.d.d.: Studio su Freud,​​ Milano, Il Saggiatore, 1981; Poláček K.,​​ I m.d.d. nel contesto educativo,​​ in «Orientamenti Pedagogici» 43 (1996) 1009-1033; Lingiardi V. - F. Madeddu,​​ I​​ m.d.d.: Teoria,​​ valutazione,​​ clinica,​​ Milano, Cortina, 2002.

V. L. Castellazzi

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