LIEU CATÉCHÉTIQUE

 

LIEU CATÉCHÉTIQUE

Già presentita nel Sinodo del 1977 (Instrumentum laboris,​​ I, 1;​​ Ad Populum Dei​​ Nuntius,​​ 13a), consacrata dal​​ Texte de référence​​ (TR 311) e diventata termine tecnico, questa espressione riflette molto bene l’orientamento attuale della C. in → Francia.

In un universo che si trova culturalmente e religiosamente in frantumi, e in cui le strutture di cristianità non assicurano più il catecumenato sociale, la C. si attua in svariati gruppi ecclesiali, diversamente radicati nella realtà, con maturità religiosa eterogenea, seguendo tuttavia un cammino comune: dalla professione di fede (azioni e parole) di una comunità alla professione di fede nella Chiesa (TR 211).

Luogo della Chiesa nel tempo della sua crescita, il​​ lieu catéchétique​​ suscita tra franciulli, genitori e animatori reti di relazioni e di interazioni che favoriscono la conversione e l’esperienza di una fede vissuta, articolata (nello stesso tempo formulata e organicamente strutturata), partecipata. L’accento è messo sul confronto tra il vissuto e la Parola di Dio, sull’elaborazione di un linguaggio della fede, sull’esperienza della vita ecclesiale, della Rivelazione, del Cristo. Piuttosto che essere una estensione territoriale, questo luogo cat. significa quindi lo spazio di una complessa accoglienza e cammino. Si insiste sull’impegno delle persone, sul loro divenire, sui valori delle relazioni, sul tempo, sui ritmi, sulla storia.

Documenti, relazioni, conoscenze, attività e celebrazioni, come pure adulti, animatori e ministri: tutto prende una diversa funzione e un altro ruolo rispetto alla C. della cristianità; questo richiede uno sforzo di riflessione teorica e pratica; sono necessari mezzi adeguati, e occorre abbandonare serenamente le forme antiquate. L’attuazione, nei suoi aspetti svariati, è affidata a gruppi riconosciuti dal vescovo e ai loro animatori, che sono nella maggioranza laici (donne). L’appropriazione dei “documenti della fede” si fa seguendo dei “parcours” adatti al gruppo. Essa conduce all’azione di grazie, alla celebrazione: la C. ha una struttura sacramentale (TR 313).

Teologicamente questo orientamento valorizza il radicamento singolare dell’Incarnazione (l’universale cristiano non è mai astratto, ma concreto e situato), la dimensione storica della Rivelazione e il mistero sacramentale della Chiesa (Gesù è riconosciuto come Cristo soltanto attraverso il tempo dei testimoni che lo attestano e nelle relazioni di appartenenza alla Chiesa che lo confessa), l’attualità permanente della Parola di Dio (che illumina la nostra esistenza per permetterle di diventare la nostra storia di salvezza) (TR 22).

Bibliografia

Conférence Épiscopale Française,​​ La​​ catéchèse des enfants. Texte de Référence​​ au service des auteurs de publications catéchétiques et des responsables de la pastorale, Paris, Centurion, 1980 (= TR); C. Cesbron,​​ Les lieux catéchétiques,​​ in “Catéchèse” 21 (1981) 85, 9-19; G. Vogeleisen,​​ La​​ catechesi, trasmissione della fede oggi,​​ in “Concilium”​​ 20 (1984) 4, 47-59 (597-609).

Gérard​​ Vogeleisen

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