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Per situare e descrivere lo sviluppo e le caratteristiche della C. nel Canada (1945-1985) conviene richiamare brevemente alcuni tratti della società canadese, che determinano in modo preponderante la vita e l’educazione religiosa di questo popolo.

1.​​ Caratteristiche del Canada.​​ Il paese si estende dall’Atlantico al Pacifico, su una distanza di oltre 5000 km. Inoltre l’insieme della popolazione è concentrata soprattutto presso i confini degli USA, il che spiega la dipendenza, spesso denunciata, nei confronti del grande fratello.

Il Can. è diviso in 10​​ province autonome,​​ ciascuna delle quali ha una giurisdizione​​ esclusiva​​ in materia di educazione. Alla diversità di sistemi scolastici si aggiunge il pluralismo culturale dovuto a fattori geografici, etnici, linguistici, sociali e anche economici.

Il sistema scolastico di ogni provincia e le diversità culturali rendono molto complessa una pastorale concertata, anche sul piano della stessa C. Il bilinguismo “ufficiale” del paese è vissuto con diversi compromessi. I francofoni si trovano di fatto in prevalenza nella provincia del Quebec. Le altre nove province si presentano piuttosto come ambienti di lingua inglese. Esse sono anche fortemente sotto l’influsso della cultura americana.

2.​​ La C. nel Canada dal 1945 al 1960.​​ Nel Can. di lingua inglese, e quindi nella maggior parte del paese, la C. segue da diversi decenni i principi e la pratica che sono in vigore negli USA. Ad eccezione dell’Ontano e di altri ambienti piuttosto omogenei, dove il catechismo è spesso insegnato nella scuola, la C. nelle regioni anglofone del Can. è assicurata soprattutto dalle parrocchie e dalle famiglie.

A motivo della popolazione cattolica molto omogenea e maggioritaria, la provincia del Quebec è sempre riuscita, fin dall’origine, ad assicurare l’IR nelle scuole pubbliche. Queste scuole sono giuridicamente​​ confessionali​​ (cattoliche o protestanti). Ancora a ragione della maggioranza francese e cattolica della popolazione del Quebec, l’episcopato ha esercitato fino al 1965 un controllo sulla scuola e su una vasta zona della vita sociale, economica e culturale della provincia, sulla quale, da oltre cento anni, la religione cattolica ha esercitato un influsso globale.

A partire dal 1948 entra in vigore un nuovo programma di religione per le scuole elementari. Nel 1951 entra pure in vigore un nuovo Catechismo dei fanciulli. Fin dall’inizio degli anni ’50 tende a generalizzarsi nelle scuole secondarie l’uso della serie “Témoins du Christ”, pubblicata in Belgio.

Il punto di partenza del rinnovamento cat. precedente al 1960 richiede tre importanti precisazioni:

— Operatore principale e animatore di questo rinnovamento cat. fu senza dubbio mons. Gérard-Marie Coderre, sacerdote della diocesi di Joliette, diventato in seguito vescovo della diocesi di Saint-Jean-de-Québec. Fu lui a fondare, nel 1952, l’Office catéchistique provincial du Quebec.

— I primi sforzi di rinnovamento erano soprattutto di ordine pedagogico e metodologico. Riguardavano la promozione di un metodo maggiormente induttivo, destinato a “correggere” un catechismo astratto e nozionistico, che i fanciulli dovevano imparare a memoria.

— A partire dal 1952 un numero crescente di canadesi del Quebec frequentano i Centri di formazione cat. della Francia e del Belgio.

Ciò spiega perché il rinnovamento cat. canadese ha messo radici soprattutto presso i canadesi di lingua francese residenti nel Quebec: comprendevano la lingua usata nei Centri cat. della Francia e del Belgio.

3.​​ Un vasto movimento cat. a partire dal 1960.​​ Gli sforzi degli anni precedenti presero consistenza e assunsero proporzioni più vistose verso il 1960. Di fatto oltre un centinaio fra sacerdoti, religiosi e religiose, come pure laici, avevano ricevuto una formazione cat. in Europa. La vitalità del rinnovamento cat. si è manifestata a partire da questo periodo con le seguenti caratteristiche:

— Numerosi corsi, conferenze, giornate di studio furono organizzati attraverso tutto il Quebec, inizialmente con il concorso di specialisti europei, poi con la collaborazione prevalente di canadesi diplomati nei centri europei (Parigi, Bruxelles, Strasburgo, Lione, ecc.).

— Centri di formazione cat. sorsero a Ottawa, a Montreal e nel​​ Québec.​​ Un numero considerevole di maestri, soprattutto della scuola secondaria, poterono iniziarsi ai principi del rinnovamento cat. e diventarne promotori nel proprio ambiente.

— Furono pubblicate opere canadesi: alcune si situano sul piano dei principi e della formazione dei maestri (cf Sr.​​ Ladislas,​​ Catéchisme​​ et vie​​ chrétienne,​​ Trois-Rivières,​​ Ed.​​ du Bien​​ Public, 1945;​​ N. Fournier,​​ Exigences actuelles de la catéchèse,​​ Montréal, Inst. Sup. des​​ Se. Rei.,​​ 1960 (trad. ital.:​​ Le​​ esigenze attuali della catechesi,​​ Brescia, La Scuola, 1963);​​ J.​​ Laforest,​​ Introduction à​​ la​​ catéchèse,​​ Québec,​​ Univ.​​ Laval,​​ 1966; L.​​ R. Côté,​​ Le catéchiste dans l'Église,​​ Arthabaska, Sainte-Cécile, 1960; E. Carter,​​ The Modem Challenge to Religions Education,​​ New York, H. Sadlier, 1961;​​ Catéchèse, d’hier à demain,​​ in “Communauté chrétienne” 17 [1977], n. 92).​​ Altre opere​​ si​​ situano sul​​ piano​​ pratico: programmi e manuali (cf C. E.​​ Roy,​​ Méthodes pédagogiques​​ de​​ l’enseignement du catéchisme,​​ Paris,​​ Casterman,​​ 1935;​​ Éducateurs de la foi,​​ Montréal, Office catéchistique provincial, 1962).​​ Fu​​ anche​​ pubblicata una​​ riv. cat.​​ canadese,​​ “Le Souffle”,​​ cessata poi nel​​ 1975.​​ Era stata preceduta da un bollettino di collegamento “Entre nous, catéchistes”.

— Un rinnovamento delle strutture si è fatto strada grazie all’impulso dell’Ufficio Cat., diventato nel 1962 Ufficio Cat. del Quebec. A questo organismo, dipendente dall’episcopato del​​ Québec,​​ va attribuita la leadership del pensiero, dell’animazione, della produzione di sussidi, che hanno accentuato la vitalità del rinnovamento cat. nel​​ Can.

— Questo vasto movimento cat. è caratterizzato dal moltiplicarsi degli Uffici Cat. diocesani; dalla nomina di responsabili dell’IR nelle congregazioni religiose e nelle istituzioni scolastiche; dalla creazione di una rete di scambi d’informazione, di comunicazione, di partecipazione delle esperienze e di stretta collaborazione a livello di Chiesa e di autorità scolastiche.

Pierre Ranwez, SJ, ha potuto affermare fin dal 1964: “Il Canada è attualmente uno dei paesi dove il problema cat. è più intensamente animato” (Le​​ mouvement catêchêtique au​​ Canada​​ français,​​ in “Lumen Vitae” 19 [1964] 751).

4.​​ Grandi linee del rinnovamento cat. nel Canada.​​ Il rinnovamento dottrinale, pastorale e psico-pedagogico che ha caratterizzato la C. nel​​ Can.​​ si è molto ispirato a quello operato in Francia, soprattutto a motivo della comunanza culturale e linguistica fra il​​ Québec​​ e la Francia. Le linee di forza del rinnovamento cat. canadese si possono articolare nel seguente modo:

— La C. è cristocentrica, segnata però da uno sfondo​​ trinitario​​ fin dalla prima iniziazione cristiana sistematica dei fanciulli.

— Annuncia il Mistero cristiano in termini di​​ relazioni​​ piuttosto che di nozioni. È anche molto orientata verso l’educazione alla preghiera personale e comunitaria.

— Si ispira fortemente alla​​ Bibbia​​ come espressione privilegiata della Parola di Dio. — Vuole​​ unificare​​ nell’atto cat. la formazione dottrinale, liturgica e morale, seguendo una pedagogia attiva che fa appello all’impegno personale dei giovani.

— La C. nel​​ Can.​​ è segnata, già a partire dal 1962, da un carattere nettamente​​ antropologico.​​ Inizialmente questo approccio voleva essere una opzione teologica e non già un semplice approccio metodologico. Questa posizione ambigua ha generato molte tensioni non ancora chiaramente dissipate...

— La C. vuole inserirsi in una pastorale d’insieme, grazie al progetto educativo e all’animazione pastorale della scuola; grazie anche alla collaborazione dei genitori e dei pastori della parrocchia, soprattutto nella C. dei fanciulli.

— Il movimento cat., almeno nel primo decennio, quindi fino al 1970, si è appoggiato su una solida​​ formazione dei maestri​​ in vista della C.

5.​​ Influenza reciproca tra ambiente francofono e anglofono.​​ Ciò che finora è stato illustrato circa il rinnovamento della C. nel Can. riguarda soprattutto la situazione della provincia del Quebec. Però, a causa della collegialità di tutti i vescovi del Can., più accentuata dopo il Concilio Vaticano II, si sono manifestate gradualmente forme di interazione e di collaborazione sul terreno della C. per l’intero Can.

A partire dal 1965, per es., attraverso incontri tra vescovi, catecheti e responsabili dell’educazione religiosa dei due settori, cioè inglese​​ e​​ francese, si è andata accentuando una sensibilizzazione reciproca. In quel periodo fu anche creato un istituto cat. di lingua inglese a London nell’Ontario, sotto la spinta di mons. Emmett Carter, attualmente cardinale arcivescovo di Toronto.

Nel 1962 fu fondato il National Office of Religious Education (NORE), organismo della Coni, episcopale canadese con sede a Ottawa, comprendente due sezioni risp. per il Can. francese e inglese. Per l’intermediario del NORE i vescovi anglofoni hanno fatto tradurre in inglese i manuali francesi, usati nel Quebec e in altri ambienti di lingua francese, per la C. dei fanciulli. Grazie alla Commissione episcopale per l’educazione religiosa si è sviluppato in tutto il paese uno sforzo consistente di coordinamento.

Però nella C. degli adolescenti e degli adulti le province anglofone e il Quebec non sono giunti ad una efficace collaborazione, soprattutto a motivo della diversa situazione socio-culturale degli ambienti e delle regioni, ulteriormente aggravata dalla diversità dei sistemi scolastici.

Gli sforzi per promuovere un rinnovamento cat. unificato attraverso tutto il Can. hanno incontrato numerosi ostacoli, d’altronde facilmente comprensibili:

— La collezione di sussidi​​ Viens vers le Pére,​​ preparata per i fanciulli del Quebec, rifletteva una situazione socio-culturale particolare. Non era possibile adattarla, attraverso una semplice traduzione dal francese all’inglese, a regioni molto diverse dal Quebec.

— La pastorale generale della Chiesa di lingua inglese nel Can. aveva dovuto adattarsi a regioni assai meno omogenee rispetto al Québec. Bisogna pure aggiungere la vicinanza con gli USA, la comunanza linguistica e l’influsso dei mass-media americani.

— Nell’insieme i vescovi di lingua inglese, a motivo della loro dispersione in un territorio estremamente vasto, della loro formazione teologica, dei sistemi scolastici in vigore nelle rispettive regioni, hanno accettato con molta riluttanza i nuovi orientamenti della C., e in particolare la cosiddetta opzione “antropologica”.

Non ci voleva altro per provocare inquietudini e per suscitare interrogativi tali da dover procedere, nel 1974, a una vasta verifica della C. canadese.

6.​​ Verifica del rinnovamento cat. canadese.​​ Una verifica della C. è stata richiesta nella Conferenza dei vescovi canadesi riuniti a Ottawa. Nel Can. di lingua inglese la verifica riguardava gli strumenti tradotti dal francese, il loro contenuto dottrinale, più precisamente la C. a livello della scuola primaria fino al secondo anno della scuola secondaria. Lo studio rivelò che i sussidi contestati erano teologicamente sicuri nell’insieme. Ma questa constatazione non provocò per ciò stesso un consenso definitivo.

Nel Québec e negli altri ambienti di lingua francese, la verifica prese la forma di una inchiesta sulla comunicazione cat. e sugli strumenti pedagogici, considerati come elementi di un atto pastorale ed educativo assai complesso. Questa inchiesta ha messo in luce, soprattutto nel Québec, che vi sono numerosi problemi di pastorale generale, nell’ambito di una Chiesa in profonda trasformazione, sottomessa a un sistema scolastico ricostruito precipitosamente dieci anni prima.

Nel frattempo c’era nell’insieme del Can. una viva inquietudine riguardo alle lacune nella formazione dei catechisti, sia quelli delle scuole confessionali che quelli delle parrocchie (negli ambienti dove la C. non si può fare nella scuola). Al contrario, nel Québec, si parlava poco della C. degli adulti, mentre le altre province se ne preoccupavano di più.

7.​​ La C. nella scuola, nella parrocchia, nella famiglia.​​ La scuola cattolica esiste ancora legalmente nella provincia del Québec, ma si sviluppa gradualmente verso uno statuto “pluralista”; anche nell’Ontario esistono scuole cattoliche. Nelle altre province del paese la scuola cattolica esiste soltanto sulla base della tolleranza da parte del legislatore. Questa scuola facilita la C. dei fanciulli a livello elementare, perché mette in opera un progetto educativo cristiano adatto all’ambiente del fanciullo.

In pratica, con lo sviluppo e le nuove esigenze dei sistemi scolastici che dipendono dal ministero della pubblica istruzione in ciascuna provincia, la pedagogia, i programmi, gli orari, le valutazioni, la scelta dei maestri e l'insieme della pratica cat. sono sempre sottomessi a costrizioni causate dal fatto che la C. viene equiparata con le altre materie scolastiche. Infatti, se la C. scolastica comporta vantaggi inestimabili, porta pure con sé difficoltà non meno reali, che richiedono la vigile attenzione da parte dei responsabili della Chiesa chiamati a sorvegliare e, se necessario, a correggere.

Da alcuni anni la C. rivela la tendenza ad esercitarsi in un contesto maggiormente ecclesiale, sia nella parrocchia, sia nell’ambito familiare. In tal modo la C. familiare è diventata una opzione fortemente valorizzata nel Can. di lingua inglese. Essa esige una C. degli adulti assai più strutturata, e corrisponde bene alle raccomandazioni del Sinodo del 1977 e alla esortazione “Catechesi tradendae” di Giovanni Paolo II.

8.​​ Bilancio e interrogativi.​​ Il Can. ha conosciuto, fra gli anni 1960-1980, uno slancio vigoroso sia per la C. dei fanciulli e degli adolescenti che per la sperimentazione e la ricerca cat., per la produzione di sussidi e per la loro adozione. Si è sviluppata una stretta collaborazione tra pastori, genitori e catecheti. Si sono sentiti poco i conflitti ideologici e le battaglie di retroguardia, in un terreno dove generalmente non si abbandonano facilmente atteggiamenti e schemi tradizionali!

I vescovi del Can., e più in particolare quelli del Quebec, hanno approvato un audace rinnovamento neH’ambito di una società spesso descritta come conservatrice. Hanno esercitato con vigore la loro leadership pastorale in un dialogo franco e aperto con i principali operatori del rinnovamento. Da parte loro, i cristiani della base, i genitori e gli educatori, sono spesso entrati coraggiosamente in un movimento che non corrispondeva affatto alla formazione cat. iniziale.

Oggi, nell’ora dei nuovi interrogativi sulla Chiesa e sulla C., questi stessi cristiani reclamano a modo loro una ricerca necessaria e pertinente. Quali sono, in breve, gli interrogativi sul piano della C. nel Can.? Eccone alcuni:

— Fino a che punto è possibile determinare una pratica cat. unificata per un paese così vasto e complesso? Da almeno dieci anni i vescovi si sforzano di definire un “programma-quadro” per la C. in tutto il Can., ma è difficile arrivarci.

— Malgrado la struttura pedagogica la C. scolastica può veramente supplire alle insufficienze della testimonianza degli adulti nella famiglia, nella parrocchia e nella scuola (anche se quest’ultima è giuridicamente confessionale)?

— La Chiesa investe un sufficiente impegno nella C. degli adulti e nella formazione dei catecheti? Questo investimento comporterebbe due dimensioni: una di ordine finanziario, come è ovvio; un’altra più importante, di ordine pastorale. Quest’ultima tocca le priorità, privilegiando l’annuncio della Parola su tutte le altre forme di attività della Chiesa nel mondo.

— Gli orientamenti della C., sul piano dottrinale, pedagogico e antropologico, possono essere considerati stabili di fronte a un mondo in continuo cambiamento, che richiede ad ogni momento di ripensare la pastorale della Chiesa in urto con i soprassalti di un mondo in evoluzione?

La situazione descritta sopra indica chiaramente che un discorso equilibrato sulla C. nel Can. nel periodo 1945-1984 deve tener conto delle grandi differenze culturali e linguistiche che dividono la provincia del Quebec dalle altre nove province. Inoltre, l’educazione della fede degli adulti, la pastorale familiare come pure i numerosi movimenti di preghiera e di apostolato costituiscono forze vive che lasciano prevedere una grande vitalità per l’esercizio della C. in tutto il paese.

Bibliografia

Oltre ai titoli citati nell’art. cf​​ Conférence Catholique Canadienne​​ (ed.),​​ Evaluation​​ de la​​ catéchèse au​​ Canada​​ français.​​ Rapport de l’équipe de recherche, Ottawa, 1975, litogr.; J. de Lorimier,​​ (Scuola e religione)-.​​ Canada​​ (Québec),​​ nef vol.​​ Scuola e religione.​​ I.​​ Una ricerca internazionale,​​ Leumann-Torino, LDC, 1971, 111-130 (ampia bibl.); U. Gianetto,​​ Valutazione di dieci anni di lavoro catechistico in Canada,​​ in “Orientamenti Pedagogici” 26 (1979) 2, 332-336; L. V. Perrelli,​​ Il progetto “Chantier”. Significato e valore di un’esperienza di formazione degli adulti nel Canada francofono.​​ in «Catechesi» 48 (1979) 13, 35-42.

Norbert Fournier

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CANISIO Pietro

 

CANISIO Pietro

Petrus Canisius (Canis), nato 1’8-5-1521 a Nijmegen, morì a Friburgo il 21-12-1597. Venne presto a contatto con la​​ devotio moderna,​​ soprattutto a Colonia, dove studiò teologia. Diventato gesuita nel 1543, lavorò in molti posti e con numerose funzioni secondo l’ideale della Società di Gesù: (ri)conquistare alla fede i non credenti o gli erranti, approfondire la fede, e soprattutto insegnare alla gioventù.

La sua attività cat. è documentata dai suoi catechismi, che vanno considerati nel contesto della pastorale dei → Gesuiti. La C., accanto alla predicazione, è un elemento importante di questa pastorale. Essa vuol superare la diffusa ignoranza e l’indifferenza che la accompagna, e quindi introdurre nelle verità fondamentali della fede. Questa​​ istruzione​​ cat. è accompagnata da esercizi nella vita di pietà. Perciò Can. si è anche impegnato nell’ambito della letteratura edificante (cf per es.​​ Beicht und Communionbiìchlein,​​ 1569;​​ Catholische Kirchen Gesàng vor und nach dem Catechismo... zu singen,​​ 1594), e i suoi catechismi contengono spesso appendici con preghiere, preparazioni ai sacramenti, ecc.

Mentre i riformatori (→ Calvino, → Lutero) diffondevano i loro catechismi, uscirono anche quelli dell’ortodossia cattolica. Ma nessuno di essi sembrava rispondere al concetto pastorale spiegato sopra. Lo stesso Can., mentre insegnava all’università (!) di Ingolstadt (1549-1552), e nello stesso tempo faceva la C. ai fanciulli, sentì la mancanza di un libro che presentasse con precisione la dottrina cattolica. Un’opera del genere era vivamente desiderata da molti. Lo stesso re Ferdinando I d’Austria già dal 1551 insisteva presso i gesuiti di Vienna perché elaborassero un testo appropriato. Alla fine questo incarico venne affidato a Can., il quale potè così realizzare la sua idea. Il re aveva pensato a una specie di catechismo universale, adatto a tutti (dal predicatore alla gioventù); Can. invece scrisse anzitutto, e dapprima in forma anonima, la​​ Summa Doctrinae Christianae​​ (Wien 1555), per studenti e intellettuali con circa 220 domande e risposte. Poi fece seguire il​​ Catechismus Minimus​​ (Ingolstadt 1556) per fanciulli e analfabeti, con circa 50 domande e risposte. Infine (1558 o 1559) pubblicò a Colonia il​​ Parvus Catechismus Catholicorum,​​ per studenti del liceo classico, con circa 120 domande e risposte.

Seguendo modelli luterani, e direttamente ispirato da J. B. Romano SJ, Can. pubblicò pure le​​ Institutiones Christianae​​ (Antwerpen 1589): un catechismo costituito unicamente da immagini, generalmente accompagnate da un breve sottotitolo! I catechismi, e soprattutto il​​ Minimus,​​ furono tradotti immediatamente in tedesco, e ben presto in quasi tutte le lingue di allora.

Can. intese rivolgersi a determinati gruppi di destinatari sulla base dei presupposti di comprensione propri di ciascuno. Questo costituisce anche la sua originalità. Sotto l’ottica contenutistica, Can. è fortemente orientato alla tradizione e intimamente segnato dalla controversia teologica. Seguendo​​ Sir​​ 1,26, egli articola globalmente la materia secondo​​ sapientia​​ e​​ justitia.​​ Nella linea di → Agostino (De catechizandis rudibus; Enchiridion)​​ e di Tommaso d’Aquino (In duo praecepta caritatis et in decer» legis praecepta expositio, Prologus)​​ la​​ fede​​ (con la professione di fede), la​​ speranza​​ (con il Padre nostro e le preghiere), la​​ carità​​ (con il decalogo e i comandamenti della Chiesa) e i sacramenti vengono raggruppati sotto la​​ sapientia.​​ Sotto la​​ justitia​​ (buone opere!) — secondo la linea delle formule penitenziali del medioevo — vengono catalogati i peccati da evitare e le virtù da praticare.

L’insieme è teologicamente poco originale e rigidamente antiprotestantico, anche se non finisce direttamente nella polemica. Per es.,​​ accanto​​ alla S. Scrittura viene fortemente accentuata anche la tradizione della Chiesa, come pure la necessità delle buone opere; la dottrina sull’eucaristia consiste nell’istruzione circa la presenza reale, l’adorazione, il sacrificio, la comunione sotto una sola specie, l’accostarsi degnamente alla comunione. Can. cita volentieri (soprattutto nella​​ Summa) la Scrittura e gli antichi teologi (specialm. Agostino). Dopo il Concilio di Trento qualche volta i suoi catechismi imitano la struttura del →​​ Catechismo Romano​​ (fede, sacramenti, decalogo, Padre nostro), e in genere va ricordato che sia la loro forma che il loro contenuto presentano leggere varianti da una edizione all’altra.

Can. non riuscì a ottenere che il suo Catechismo maggiore fosse dichiarato il catechismo del Concilio di Trento. Ma i suoi catechismi, nonostante la concorrenza di altri scrittori della stessa Società di Gesù (in particolare → Auger, → Bellarmino), si diffusero molto rapidamente, perfino nei paesi di missione. Soprattutto nei paesi di lingua tedesca e nelle regioni asburgiche i catechismi di Can., attraverso molteplici rielaborazioni, hanno conservato fino al tempo dell’ → illuminismo una specie di monopolio, e si potevano ancora incontrare nel sec. XIX inoltrato. Si presume che fino al XVIII secolo siano stati i catechismi più largamente diffusi nella Chiesa.

Bibliografia

G.​​ Bellinger,​​ Der​​ Catechismus​​ Romanus und​​ die​​ Reformation,​​ Paderborn, 1970; O. Bkaunsberger,​​ Entstehung und erste Entwicklung der Katechismen des s. Petrus Canisius,​​ Freiburg, 1893; J. Brodrick,​​ S. Peters Canisius SJ, 1521-1597,​​ London, 1935;​​ E.​​ M. Buxbaum,​​ Petrus Canisius und die kirchliche Erneuerung des Herzogstums Bayern 1549-1556,​​ Roma, 1973; J.-C. Dhötel,​​ Les origines du​​ catechismo​​ moderne​​ d'après​​ les Premiers manuels​​ imprimés​​ en France,​​ Paris, 1966; F. J. Kötter,​​ Die Eucharistielehre in den katholischen Katechismen des 16. Jahrhunderts bis zum Erscheinen des Catechismus Romanus​​ (1566),​​ Münster Westf., 1969; Ch. Moufang,​​ Katholische Katechismen des 16. Jahrhunderts in deutscher Sprache,​​ Mainz, 1881; F. Streicher, 5.​​ Petri Canisii Doctoris Ecclesiae​​ Catechismi Latini et Germanici,​​ 2 t., Romae-Monachii, 1933-1936; F. X.​​ Thalhofer,​​ Entwicklung des​​ kath.​​ Katechismus​​ in​​ Deutschland von Canisius bis Deharbe,​​ Freiburg, 1899. -,​​ n

Eugen Paul

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