PRECATECHESI

 

PRECATECHESI

Il termine P. indica, genericamente, l’insieme degli interventi pastorali ed educativi che dispongono il soggetto alla C. propriamente detta: l’iter da percorrere, ritenuto necessario o conveniente, per poter arrivare alla C., vale a dire all’annuncio esplicito del messaggio cristiano.

1.​​ Il​​ contesto storico​​ che ha visto sorgere soprattutto l’interesse per la P. è stato, da una parte, il movimento pastorale e cat. francese del secondo dopoguerra, specialmente in riferimento all’ambiente scristianizzato e al ripristino dell’istituto del catecumenato; e dall’altra, lo sviluppo della C. missionaria, a partire dalla Settimana Internazionale di Eichstatt (1960). Pur nell’unità sostanziale della sua identità, il termine P. riceve sfumature e contenuti diversificati a seconda degli autori e delle esperienze concrete cui fanno riferimento.

2.​​ Nel contesto​​ dell’esperienza pastorale e catecumenale francese,​​ la P. è un elemento integrante la tappa del​​ pre-catecumenato,​​ il periodo cioè dell’iter catecumenale che tende a provocare o favorire la conversione. In questo senso, la P. include anche nuove movenze e temi propri dell’annuncio missionario (cf F. Coudreau 1961, cap. III). In questa stessa linea si muovono altri autori ed esperienze pastorali (cf ad​​ es.​​ C. Floristàn 1976, cap. III; W. Nastainczyk 1983, 78-84: “Missionarische Pràkatechese​​ für​​ Glaubensnahe​​ und Glaubensferne”). interno viene svolta la​​ pre-catechesi​​ (cf A. M. Nebreda 1969, 48).

4.​​ Nell’ambito più propriamente cat.​​ si è anche parlato di P. in risposta al bisogno di prestare più attenzione all’uomo concreto, allo stato in cui si trova, e di preparare il terreno — cioè le domande, atteggiamenti e interessi — “per non seminare la parola di Dio in un terreno non preparato ad accoglierla e a farla fruttificare» (RdC 31). Ciò acquista particolare urgenza in ambienti scristianizzati, nel mondo operaio, e per tante persone, giovani o adulti, ancora lontane da una vera e personale adesione di fede (cf J. Colomb 1969). Nel rinnovamento postconciliare della C. e nel contesto dell’istanza​​ antropologica​​ o​​ esperienziale,​​ si è anche parlato di P. come approfondimento del tessuto umano, in vista di un’accoglienza e ricettività per il messaggio cristiano. La P. diventa così per l’uomo un invito “a interrogarsi sul senso di una esperienza umana particolarmente densa in questo momento della sua vita”, “una specie di approfondimento nell’esistenza; una seconda lettura di un vissuto particolarmente ricco” (J. Le Du 1965, 403).

5.​​ Come è facile vedere, nelle sue diverse accezioni la P. raccoglie una importante serie di​​ istanze fondamentali​​ da non dimenticare nell’opera di evangelizzazione e di C., come: il rispetto della durata e del ritmo personale di crescita nella fede; la necessità dell’accoglienza, della comprensione, dello sforzo di incarnazione e partecipazione in vista di un cammino di fede; l’importanza valori umani e dei condizionamenti esistenziali per avvicinarsi al Vangelo. D’altro canto però, oggi si ritiene in parte superato il termine P., perché può essere chiamato già​​ catechesi,​​ anche se in senso parziale, quel tratto di cammino che prepara immediatamente all’annuncio esplicito di Cristo. Così come c’è vera evangelizzazione, anche se incompleta, in ogni autentica testimonianza dei valori evangelici, pur senza parlare di Cristo (EN 21), così è anche vera C. — anche se​​ parziale​​ — ogni passo avanti in un itinerario di fede che, pur non arrivando a chiamare Cristo per nome, cerca di approfondire esperienze e situazioni che ne preparano l’annuncio e il riconoscimento. L’essenziale è prestare la dovuta attenzione a tutto il complesso dinamismo della preparazione all’accoglienza del Vangelo e, dal punto di vista degli operatori pastorali, prendere sul serio l’urgenza odierna del primato dell’evangelizzazione nella prassi della Chiesa.

Bibliografia

J. Colomb,​​ Al servizio della fede,​​ vol.​​ II, Leumann-Torino, LDC, 1970, 567-572; F. Coudreau,​​ Le catéchuménat,​​ Paris, Service​​ Diocésain du​​ Catéchuménat, 1961,​​ cap.​​ III; C.​​ Floristän,​​ IZ​​ catecumenato,​​ Alba, Ed. Paoline, 19761,​​ cap.​​ III;​​ J.​​ Le​​ Du,​​ Catéchèse, pré-catéchèse,​​ in “Catéchèse”​​ 5 (1965) 395-414; W.​​ Nastainczyk,​​ Katechese-. Grundfragen und Grundformen,​​ Paderborn, F. Schöningh, 1983, 78-84; A. M.​​ Nebreda,​​ La préparation​​ du​​ message.​​ Recherche​​ scripturaire sur la nécessité d’une pré-évangélisation,​​ in «Lumen​​ Vitae»​​ 16 (1961) 419-436;​​ Id.,​​ Kerygma in​​ crisis?,​​ Chicago, Loyola​​ University​​ Press, 1965;​​ Id.,​​ Catcquesis fundamental:​​ precatequesis,​​ in:​​ Semana Internacional​​ de Catequesis,​​ Catcquesis​​ y​​ promoción humana,​​ Salamanca, Sígueme, 1969, 43-70.

Emilio Alberich

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​​ Sono stati fatti molti tentativi per ricostruire le forme principali e le linee fonda-

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