PORTOGALLO

 

PORTOGALLO

Gli avvenimenti ecclesiali degli ultimi decenni e la pubblicazione di alcuni documenti sono stati di grande importanza per il movimento cat. nel Portogallo. Là si trovano in gran parte i fattori e gli elementi del rinnovamento operato e ancora in corso, tanto a livello di idee come delle strutture e delle attività svolte, che caratterizzano la situazione cat. attuale nel paese.

1.​​ L’evoluzione del movimento cat. in Portogallo: principali fattori e elementi di rinnovamento.​​ In una breve​​ panoramica retrospettiva,​​ fino al 1950, sono da ricordare per la loro importanza: il Concilio plenario portoghese (1926), che concretizzò per il paese gli orientamenti del Codice di Diritto Canonico e i documenti pontifici; gli influssi dei movimenti cat. di altri paesi; la nascita della Congregazione delle Missionarie Riparatrici del S. Cuore di Gesù, che hanno la C. come proprio carisma; l’azione delle “Noelistas”, dell’Azione Cattolica portoghese e del Seminario di Cristo Rei dos Olivais, a Lisbona. Nei​​ decenni seguenti​​ meritano menzione particolare: a)​​ 1950-1960:​​ la creazione del Segretariato Naz. di C. (1950) e l’organizzazione dei relativi Segretariati diocesani; l’introduzione della scuola di catechetica nei seminari; la pubblicazione del Catechismo nazionale (1953-1956); l’apparizione di altre pubblicazioni di appoggio alla C. in diverse diocesi, b)​​ 1960-1970:​​ la pubblicazione, da parte dell’episcopato, delle basi per la C. elementare in Portogallo (1961); la prima grande inchiesta cat. nazionale (1962); una maggiore attenzione alla formazione cristiana dei fanciulli e degli adolescenti nella scuola; lo spirito rinnovatore del Concilio Vaticano II; l’organizzazione di corsi di formazione di catechisti e la preparazione di nuovi catechismi (1967-1970); la specializzazione di agenti di pastorale cat., negli Istituti superiori dei principali centri europei, c)​​ 1970-1980:​​ un nuovo dinamismo, a partire dalla pubblicazione del DCG (1971); una maggiore attenzione alla formazione cristiana e alla C. degli adolescenti e dei giovani, grazie alla creazione dei Segretariati Nazionali dell’educazione cristiana della gioventù (1973) e dell’insegnamento della Chiesa nelle scuole (1976); l’analisi della situazione cat. e un nuovo impulso rinnovatore, a partire dal Sinodo della C. (1977) e dalla CT (1979) di Giovanni Paolo II. d)​​ Dopo il 1980​​ sono da sottolineare: gli sforzi per la preparazione delle basi di un progetto globale di C.; la dinamizzazione pastorale delle scuole cattoliche per lo studio e l’applicazione degli ideali e progetti educativi propri; l’opzione dell’episcopato “per il primato della pastorale della fede come linea di forza del movimento rinnovatore conciliare della Chiesa portoghese nei prossimi anni”. Così, lungo questi decenni, c’è stato un rinnovamento nella concezione della C. e dei suoi metodi (un nuovo modello); nella formazione degli educatori; nell’attenzione al soggetto, secondo le diverse età e luoghi dove vive; nei materiali e strutture di appoggio. Da sottolineare: a) il passaggio da una C. dottrinale e nozionistica a una C. più kerygmatica, biblica e liturgica, orientata al nucleo fondamentale dell’esperienza cristiana; b) un maggiore adattamento al soggetto, che tiene conto della sua esperienza e stabilisce programmi per una formazione progressiva, continua, vissuta e partecipata; c) la riscoperta della C. come processo permanente che deve accompagnare la persona in tutte le età e fasi della vita, nella complementarità delle sue diverse forme (familiare, parrocchiale, scolastica).

2.​​ L’insegnamento della religione nella scuola.​​ La Chiesa in Portogallo ha fatto un notevole sforzo perché la scuola sia luogo di evangelizzazione e approfondimento della fede per le nuove generazioni, specialmente per mezzo dell’insegnamento della religione e morale cattolica (IR).

— Statuto giuridico e organizzazione scolastica.​​ L’IR è impartito nelle scuole pubbliche in forza del Concordato tra il Portogallo e la Santa Sede (7-5-1940), confermato nel Protocollo Addizionale del 15-2-1975. Sintetizzando la legislazione vigente, il decreto-legge 323/83 del 5 luglio stabilisce i seguenti principi generali: a) L’orientamento della materia (programmi, testi, presentazione e formazione degli insegnanti) è di esclusiva competenza della Chiesa, b) L’insegnamento è curricolare, con un’ora settimanale, nelle scuole di grado primario (cf Portaria 1077/ 80), preparatorio, secondario e di formazione degli insegnanti del ciclo primario e medio. È impartita agli alunni i cui genitori, tutori, o essi stessi, se hanno già compiuto 16 anni, non dichiarano niente in contrario. Il voto non può avere mai effetti negativi in ordine al passaggio alla classe superiore.

— Finalità e idee sull’​​ → IR​​ scolastico,​​ nella recente evoluzione. Si è sperimentata una certa evoluzione nel modo di concepire e realizzare gli obiettivi dell’IR: inizialmente, l’IR costituiva una forma di C. simile a quella parrocchiale, anzi spesso al posto di questa. Poi, specialmente in alcuni ambienti, è diventato uno spazio di formazione umana, vista alla luce della fede cristiana. Finalmente si è arrivati a una sintesi, che sta alla base degli attuali programmi e testi di insegnamento. La Commissione Episc. di Educazione Cristiana così sintetizza questa nuova visione nella Nota Pastorale del 2-6-1980: “L’IR non punta direttamente ad una C. sistematica. Suo scopo è soprattutto illuminare col messaggio cristiano le scoperte che gli alunni vanno facendo, per mezzo delle diverse discipline, sull’uomo, la vita e il mondo; e fornire così una sintesi tra fede e cultura, tra fede e vita. Deve facilitare un maggior apprezzamento dei valori morali e svegliare una maggiore coscienza e impegno nella promozione di una società più armonica e più fraterna”. Nello stesso anno, l’Episcopato stabilì che i programmi dell’IR comprendessero “i punti fondamentali del mistero cristiano, i valori morali che ne derivano e le prospettive cristiane, sia delle questioni fondamentali trattate nelle diverse discipline, sia degli avvenimenti che toccano più da vicino la vita degli alunni”.

3.​​ Organizzazione della catechesi.

— A livello nazionale.​​ Il Segretariato Nazionale di Educazione Cristiana (SNEC), creato dall’Episcopato nel dicembre 1980, è l’organo esecutivo della relativa Commissione Episcopale, per lo stimolo e coordinamento dell’educazione della fede nei diversi ambiti ed età. Lo SNEC comprende 5 dipartimenti: infanzia e adolescenza, gioventù, adulti, insegnamento della Chiesa nelle scuole (pubbliche), e scuola cattolica. I Segretariati Nazionali esistenti finora diventano così dipartimenti specializzati nel nuovo Segretariato unificato.

— A livello diocesano.​​ La Coni. Episc. ha raccomandato, nelle diverse diocesi, la creazione di forme adeguate corrispondenti alla struttura nazionale, in modo da assicurare un vero coordinamento della pastorale cat. Ordinariamente le diocesi sono raggruppate in zone o​​ regioni,​​ con incontri e attività proprie. Queste strutture intermedie e gli incontri nazionali assicurano uno stretto collegamento con lo SNEC.

— A livello parrocchiale.​​ Ogni parrocchia, secondo le sue possibilità e con l’aiuto dei rispettivi servizi diocesani, organizza le diverse forme di C. (fanciulli, adolescenti, giovani e adulti) e promuove la formazione degli educatori della fede (genitori e catechisti) per i diversi gruppi di età. Anche se ancora domina la C. dei fanciulli, cominciano a moltiplicarsi in molte parrocchie i gruppi di preparazione alla confermazione e di C. sistematica per adolescenti, giovani e adulti.

Bibliografia

Catequese​​ para o Homen de Hoje,​​ Lisboa, SNEC, 1980;​​ Conferência Episcopal Portuguesa,​​ Mensagem dos Bispos ao Povo de Deus no aniversário da visita do Santo Padre,​​ Lisboa, Secretariado Geral, 1983; Id.,​​ Carta Pastoral sobre a renovação da Igreja em Portugal,​​ ivi,​​ 1984;​​ Igreja-Educação-Escola,​​ Lisboa, SNEC, 1981; “A mensagem”,​​ rivista bimensile, Segretariato​​ Diocesano​​ di​​ Porto,​​ dal​​ 1956; “Voz da​​ Catequese”,​​ rivista mensile, Segretariato Diocesano di Lisbona, dal 1954.

Antonio José​​ Cavaco Carrilho

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