MEZZI EDUCATIVI

 

MEZZI EDUCATIVI

In senso largo m.e. è tutto ciò che rende possibile il passaggio ai fini: gli agenti e le agenzie, i contenuti, i progetti e i metodi, i sussidi materiali, edilizi, finanziari, le condizioni che facilitano relazioni e processi. In senso stretto lo sono solo le operazioni-azioni che, componendosi in vasta sintesi, producono direttamente l’educazione.​​ 

1. I m.e. si collocano nelle istituzioni educative, impegnano tutti gli agenti e i fattori. Il m. sta tra la partenza e l’arrivo e permette il passaggio. Il m.e. permette al giovane di passare dalla partenza potenziale all’esito formativo, all’educatore dalla intenzione all’attuazione; ad educandi ed educatori permette l’attuazione della relazione educativa. La pedagogia tedesca ha sviscerato lungamente il tema, offrendo quadri e elaborazioni. Già​​ ​​ Herbart (1776-1841) distingueva il governo, l’insegnamento e la «coltura morale». Göttler (1950) distingue i m. attivati dall’educatore e quelli vissuti dall’educando sotto la sua guida: m. di stimolazione e repressione, di fissazione e liberazione. Il quadro migliore sembra quello di J. Spieler (1944): m. di esercizio e abitudine, m. della persuasione, della formazione culturale e della guida all’azione, cui aggiunge la guida d’autoeducazione e il contatto attivo con il giovane al di fuori dell’azione educativa. Su queste basi si cerca qui di seguito di indicare un quadro sistematico dei m.e.

2.​​ I m. dell’informazione.​​ Vale il principio di​​ ​​ Rosmini: quello che io non so, per me non esiste. L’informazione è la condizione iniziale di ogni essere e agire umano. I suoi m. avviano l’educazione. Alla base stanno l’incontro con la realtà, l’osservazione diretta, l’esperienza vissuta interiore, spontanea, riflessa. Più efficace può essere l’indicazione di esperti. La​​ ​​ lezione è m. antico e moderno, sistematico, ma purtroppo unidirezionale, pur con i molti correttivi che oggi si collegano ad essa. La integrano la ricerca individuale o di gruppo, il dialogo, la conversazione, la discussione. La lettura aiuta a spaziare. Efficace può essere la narrazione. Globalmente valgono la parola, il linguaggio, i concetti, le scienze, gli audiovisivi. Oggi si pone in tutta la sua ambivalenza la navigazione in internet e l’uso delle banche-dati informatiche. È efficace l’esemplarità.

3. I m. di motivazione.​​ Collegano fini e proposte con le dinamiche di assimilazione e adesione pratica: la vitalità intima, il sentimento, l’amore, la coscienza del dovere. Al primo posto è sempre stata posta la​​ ​​ autorità degli educatori, oggi dei contenuti. Accanto, in funzione strumentale, si può porre il binomio classico e discutibile dei​​ ​​ premi e castighi. Oggi si considera piuttosto la​​ ​​ motivazione legata alla valorizzazione, oggettiva, soggettiva, personale. L’amabilità attrae e lega. L’amore congiunto a ogni comunicazione la carica di dinamica persuasiva, obbligante o distogliente. Le norme educano non tanto perché comandano o proibiscono, ma se e in quanto escono dai valori della realtà e della condotta e le regolano. La stessa cosa vale per regole, regolamenti, statuti, discipline, ordini, comandi, proibizioni. Potere, governo, autorità, diritto e dovere, controllo, direzione, comando sono m. educativi solo se caricati ed espressivi delle forze di ragione e vita che li sostengono e ispirano e di cui si fanno mediatori. In tale luce di indicazione e richiamo profondo valgono l’esortazione, la lode e il biasimo o rimprovero, l’incoraggiamento, la censura, la fiducia e la stima, la testimonianza, l’avvertimento. La verità chiara e penetrante è fonte di ottima motivazione, specialmente se si fa messaggio e proposta, congiunti a testimonianza che lascia trasparire i valori che li motivano e a esemplarità ammirevole e ideale. Motivano impegni assunti, promesse, appartenenze e adesioni a gruppi e comunità, con il sostegno dell’amicizia, della stima, dell’aiuto, dell’accettazione e del potenziamento, perfino dell’emulazione lontana dall’invidia e aperta alla collaborazione e all’affidamento di responsabilità. Completano la​​ ​​ meraviglia, lo​​ ​​ stupore, l’ammirazione, la curiosità, l’esperienza precedente o procedente gratificante. In altra direzione si affacciano la fede, la preghiera, la grazia, connettendo lo spirito umano con lo Spirito Santo di Dio.

4.​​ I m. di guida educante.​​ Vengono primi l’incontro, il​​ ​​ colloquio personale, il​​ ​​ dialogo, soprattutto se danno spazio alla domanda, all’interrogazione o le suscitano, le maturano, ne valorizzano l’apporto. Ideali sono la coscienza e l’autodirezione, personale, di gruppo, di comunità, di istituzione, magari con guida esterna maturante. Autorità, regolamenti, tradizioni, comandi, codici e leggi, direzioni, controlli sono indicatori educativi se espressivi di mediatori oggettivi di realtà e doverosità di contesto e sistema e se sono promotori di vita. Così l’assistenza è esemplare e evocatrice, più guida che sicurezza di ordine. La direzione educatrice e spirituale offre aiuto sistematico progettuale. Valgono l’orientamento e il discernimento.

5.​​ I​​ m. di esperienza guidata educante.​​ La esperienza educante della vita è buon m. se attua tre condizioni: se è carica dei contenuti idonei per far crescere; se è partecipata attivamente con larghezza e profondità tale da impegnare, maturare, arricchire ogni dimensione della persona; se è mediata dalla guida esperta oggettivamente e efficace soggettivamente degli educatori. La vita educa in e con momenti quotidiani o forti. Accadimenti e andamenti personali, comunitari, ambientali, sociali, culturali, politici, religiosi, professionali offrono occasioni. Sono m.e. importanti la​​ ​​ tradizione culturale, la convivenza sociale, la vita di famiglia, la scuola, la comunità religiosa, la comunicazione sociale. Più prossimi sono gli incontri giovanili, informali e organizzati, specialmente tra coetanei, gli incontri e la relazione maschile e femminile, il​​ ​​ tempo libero, di libero impegno, il​​ ​​ volontariato, esperienze di arte varia e attività culturali; il​​ ​​ gioco, libero, dilettantistico, agonistico; le celebrazioni e le​​ ​​ feste, le marce e le dimostrazioni motivate, le visite, le esperienze di libertà responsabile.

Bibliografia

Spieler J.,​​ Die Erziehungsmittel,​​ Olten, V. O. Walter, 1944; Göttler J.,​​ System der Pädagogik,​​ München, Kösel, 1950; Geissler E. E.,​​ Erziehungsmittel,​​ Bad Heilbrunn, Klinkhardt,​​ 19826;​​ Lenzen D. (Ed.),​​ Enzyklopädie der Erziehungswissenschaft, vol. IV:​​ Methoden und Medien der Erziehung und des Unterrichts, Stuttgart, Klett-Cotta, 1985; Buckingham D.,​​ Media education:​​ alfabetizzazione,​​ apprendimento e cultura contemporanea, Trento, Erickson, 2006.

P. Gianola

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