MENTALITÀ

 

MENTALITÀ

Letteralmente, M. indica un modo particolare di pensare e di giudicare, cioè una certa struttura della mente in rapporto alla realtà interna ed esterna al soggetto. In senso socio-culturale, con il termine M. si suole indicare l’insieme organico degli schemi interpretativi della realtà e dei modelli di comportamento propri di un gruppo sociale (M. contadina, borghese, giovanile... → cultura). In senso psicologico, M. indica il modo particolare con cui un individuo organizza le proprie conoscenze e i propri atteggiamenti-comportamenti, a partire dalla cultura di base nella quale è inserito. In tutt’e due i casi, la M. comporta strutture cognitive, affettive e comportamentali relativamente stabili, uniformi e abituali, che abilitano l’individuo a prendere posizione in modo coerente nelle varie situazioni esistenziali che lo interpellano.

1.​​ Sulla dinamica che porta alla formazione di una M. si apre l’ampio ventaglio delle teorie della personalità, ognuna delle quali accentua l’uno o l’altro dei fattori che vi entrano in gioco. Tutte le teorie, però, sembrano concordare sul fatto che la M. almeno nelle sue forme più mature:

— non include soltanto elementi cognitivi (che pure restano qualificanti e decisivi), ma anche fattori affettivo-voli ti vi;

— presuppone l’interiorizzazione consapevole di valori;

— gradualmente gerarchizzati e organizzati intorno a un nucleo centrale;

— che presiede e regola tutto lo psichismo dell’individuo, come principio ispiratore e unificatore di tutte le scelte.

2.​​ L’interesse della C. per i problemi connessi con la M. si è venuto affermando in modo sempre più esplicito con la progressiva presa di coscienza della stretta connessione tra maturità umana e maturità cristiana: due aspetti distinti ma non separabili di un unico processo di maturazione che ha il suo fondamento in un corretto rapporto tra natura e grazia e che trova la sua applicazione nella legge cat. della “fedeltà a Dio e fedeltà all’uomo»: «criterio ultimo sul quale i catechisti devono misurare le loro esperienze educative” (RdC 160).

3.​​ Tra le conseguenze più significative che tale presa di coscienza ha prodotto in campo cat. si possono ricordare:

— il superamento di un certo soprannaturalismo che pretendeva di trascurare o di mortificare ciò che è umano, in nome della fedeltà al divino (cf RdC 92; DCG 9 e 51); — la conseguente assunzione della dimensione pedagogica nella C. (RdC 134-141; DCG 78-97; CT 35-45);

— che deve essere una vera e propria “educazione alla fede”, con una “pedagogia originale” (CT 58; RdC 15-17);

— ma non isolabile da un compito educativo globale di “promozione umana” che “si estende all’intera personalità di ciascuno; a tutto quanto ciascuno è per natura e per grazia” (RdC 131 e 188; EN 31-33; CT 25); — utilizzando in modo sistematico l’apporto delle scienze dell’educazione (RdC 129 e 161; DCG 131).

4.​​ In modo ancora più specifico, l’attenzione ai dinamismi psico-sociali e ai condizionamenti della M. nella formazione del credente ha portato a identificare la finalità stessa della C. nel compito di “nutrire e guidare la mentalità di fede” (RdC 38). Il che, tra l’altro, esige:

— la conoscenza approfondita, scientifica e continuamente aggiornata delle persone e dell’ambiente in cui vivono (RdC 128-132; DCG 99-102);

— la formulazione di obiettivi educativi adatti alle esigenze di crescita delle persone “secondo quanto conviene alla situazione e al dovere di ciascuno” (RdC 75);

— adattando opportunamente e con “progressività” contenuti, metodo e linguaggio (RdC 74-80; EN 40-58; CT 51-59);

— in modo che la Parola di Dio appaia ad ognuno come “vangelo”, cioè “come una apertura ai propri problemi, una risposta alle proprie domande, un allargamento ai propri valori ed insieme una soddisfazione alle proprie aspirazioni” (RdC 52);

— nel rispetto delle finalità proprie delle diverse situazioni e ambienti di vita (RdC 144-157; CT 67-71);

— ma con la preoccupazione costante di salvaguardare e maturare “l’unità interiore della persona” (RdC 159).

Come esige appunto il formarsi di una M.

Bibliografia

L. Festingek,​​ La teoria della dissonanza cognitiva,​​ Milano, Angeli, 1973; G. Milanesi,​​ Integrazione tra fede e cultura, problema centrale della pastorale catechetica,​​ in In.,​​ Ricerche di psico-sociologia,​​ rich, PAS-Verlag, 1970; Ch. Moeller,​​ Mentalità moderna ed evangelizzazione,​​ Roma, Ed. Paoline, 1964; H. D. Schmidt,​​ Atteggiamento/modificazione,​​ in​​ Dizionario di psicologia,​​ Roma, Ed. Paoline, 1975; V. Volpe,​​ Atteggiamento,​​ in​​ Dizionario di sociologia,​​ ivi, 1976; G. D. Wilson,​​ Atteggiamento,​​ in​​ Dizionario di psicologia,​​ ivi, 1975.

Luciano Borello

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