ISTRUZIONE SUPERIORE

 

ISTRUZIONE SUPERIORE

Considerando il​​ ​​ sistema formativo articolato per livelli di i., si parla di i.s. con riferimento al terzo livello che comprende la formazione postsecondaria e l’i. universitaria destinata ai soggetti di età 20-24 anni. Secondo le statistiche annuali dell’Unesco, la registrazione dei dati quantitativi (istituzioni, insegnanti, studenti) relativamente all’i. al terzo livello va riferita alle​​ ​​ università, alle istituzioni equivalenti alle università, ad altre istituzioni di terzo livello non universitarie.

1. Le università italiane sono per lo più statali e godono di autonomia amministrativa e didattica. Il Ministero dell’Università e della Ricerca scientifica e tecnologica svolge un ruolo di supervisione, ha compiti di indirizzo e di programmazione, non di gestione diretta delle risorse. L’accesso all’università è possibile per tutti coloro i quali escono dalla scuola secondaria di secondo ciclo (o grado), avendo conseguito il diploma di Stato di maturità, o titolo equivalente (licenza liceale europea, baccalaureato internazionale, diploma secondario straniero riconosciuto). Tuttavia chiunque abbia superato il venticinquesimo anno di età può iscriversi ai corsi universitari anche senza il completamento della scuola secondaria (L. 910 / 1962). La durata dei corsi varia da tre (es. facoltà umanistiche) a sei anni (es. medicina) ed al termine viene rilasciato il titolo di dottore ed il diploma di laurea nella disciplina specifica. Importanti cambiamenti sono stati introdotti con il d. m. 509 / 1999 di riforma della didattica universitaria, sintetizzata nella formula «3+2», e con il d. m. 270 / 2004 che ha modificato alcune delle norme precedenti. Gli obiettivi della riforma sono: creare un sistema di studi articolato su​​ due livelli​​ di laurea; permettere agli atenei di definire in​​ autonomia​​ gli ordinamenti didattici dei corsi di studio; facilitare la​​ mobilità​​ degli studenti;​​ ridurre i tempi​​ di conseguimento del titolo e gli abbandoni; dare​​ contenuti​​ professionalizzanti​​ ai corsi di studio. Lo spazio europeo dell’i.s. delineato nella Dichiarazione di Bologna (1999) promuove l’allargamento e l’intensificazione dei rapporti tra i Paesi dell’Unione europea, partendo dal nucleo fondamentale dato dalla conoscenza. I Consigli Europei di Lisbona (2000) e Barcellona (2002) delineano le strategie politiche per una economia competitiva, dinamica, basata su informazione, formazione e coesione sociale, da attuare entro il 2010.

2. Fanno parte dell’ordinamento universitario le​​ Scuole dirette a fini speciali​​ (es.: Educatori di comunità; Educatrici professionali; Assistenti sociali) e le​​ Scuole per diplomi universitari​​ (es.: Abilitazione alla vigilanza nelle scuole elementari) trasformate in corsi di laurea con la riforma universitaria del 1999. Tra le altre istituzioni che forniscono una formazione superiore postsecondaria, con rilascio di una laurea di primo livello, vi sono gli​​ Istituti di i.s. artistica​​ (es.: Accademie di Belle Arti); il precedente​​ Istituto superiore di educazione fisica​​ (ISEF) è stato trasformato in​​ Istituto universitario di scienze motorie​​ (IUSM). Gli studi post-laurea prevedono il​​ Dottorato di ricerca,​​ le​​ Scuole di specializzazione,​​ i​​ Corsi di perfezionamento,​​ i​​ Master di I e di II livello.

Bibliografia

Chistolini S., «Sistemi educativi nei paesi della Comunità Europea», in M. Laeng (Ed.),​​ Atlante della pedagogia: I luoghi,​​ vol. 3, Napoli, Tecnodid, 1993, 245-462; Segre M.,​​ Accademia e società: conversazioni con Joseph Agassi, Soveria Mannelli, Rubbettino, 2004; Alma Laurea,​​ Condizione occupazionale dei laureati. Pre e post riforma. VIII Indagine 2005, Bologna, Alma Laurea, 2006; Tognon G. (Ed.),​​ Una dote per il merito. Idee per la ricerca e l’università italiane, Bologna, Il Mulino, 2006.

S. Chistolini

image_pdfimage_print