FONDAMENTALISMO

 

FONDAMENTALISMO

Genericamente f. indica una linea conservatrice e intransigente in materia religiosa e per estensione in ogni altro ambito di vita. Vi è strettamente apparentato l’integrismo​​ o​​ integralismo, pur esso storicamente di matrice religiosa, oggi descrivibile come un indirizzo ideologico che, partendo dal presupposto dell’assoluta validità dei propri principi, mira a stabilire la propria egemonia in campo religioso, politico e culturale, rifiutando più o meno drasticamente ogni mediazione critica e il dialogo sincero con forme diverse di pensiero.​​ 

1. Il f. assume visibilità organica agli inizi del sec. XX in ambito protestante, frammentandosi poi in tanti movimenti religiosi (​​ sette). Tema originario e privilegiato del confronto riguarda le origini del mondo e dell’uomo, e la loro evoluzione, contrapponendo una interpretazione letteralista della​​ ​​ Bibbia ai risultati, ritenuti eversori della fede, da parte della ricerca scientifica. Non si può negare certe volte la retta intenzione di difendere la verità della fede, ma anche il pericolo di voler ricavare dalla Bibbia delle risposte-ricetta su ogni problema. In sostanza, annota con severità la Pontificia Commissione Biblica, «il f. mette nella vita una falsa certezza, poiché confonde i limiti umani del messaggio biblico con la sostanza divina dello stesso messaggio» (L’interpretazione della Bibbia nella Chiesa, Roma, LEV, 1993). Oggi si deve parlare di diversi f. a seconda dei diversi contesti culturali e religiosi nei quali movimenti, gruppi e organizzazioni sono nati e agiscono.

2. Il f. connota una mentalità e determina una condotta in cui «il bisogno di sicurezza, a causa della paura e della debolezza dell’Io, porta alla dipendenza servile da una personalità guida, a negare la libertà di coscienza, la tolleranza e la libertà in genere, alla rigorosa difesa di principi morali ristretti (con la fissazione nell’ambito della sessualità); all’elaborazione di fronti e di immagini nemiche (“congiura del mondo”), all’assoluta incapacità di dialogo» (Vorglimler, 2004, 297). È inevitabile il costituirsi di gruppi chiusi, dall’ubbidienza cieca e con rituali fissi. Lo sbocco nel fanatismo violento in nome di una distorta concezione di religione è oggi drammatica realtà. Molto concretamente, oggi si impone come oggetto di attenzione, anzitutto il f. o integrismo islamico nelle sue varie sfaccettature, ma anche il fenomeno dei «cristiani rinati» (born again), i teorici del «disegno intelligente» (Intelligent Design) nelle correnti conservatrici di matrice nordamericana, ecc. Una educazione adeguata, muovendosi sul binario del confronto e del dialogo, mette a fuoco il rapporto corretto tra dati di fede e di ragione, segnatamente la giusta autonomia delle realtà terrestri, i diritti della verità e la pratica del discernimento cristiano in una società complessa e pluralistica.​​ 

Bibl.: Barr J.,​​ Fundamentalism, London, SCM, 1977; Pace E. - R. Guolo,​​ I f.,​​ Roma / Bari, Laterza, 1998; Pace E. - P. Stefani,​​ Il f. religioso contemporaneo, Brescia, Queriniana, 2000; Mayer J. F.,​​ I f., Leumann (TO), Elle Di Ci, 2001; Vorglimler H., «F.», in​​ Nuovo dizionario teologico, Bologna, EDB, 2004, 297.

C. Bissoli

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