EMULAZIONE

 

EMULAZIONE

È «desiderio e sforzo di eguagliare o superare qualcuno» (Zanichelli); è misurarsi per migliorare (il termine indica oggi anche peculiarità di un sistema informatico).

1. Sotto il profilo psicologico e sociale possiamo constatare differenti declinazioni di e. Si va dall’esigenza innata nell’età evolutiva di raffrontarsi agli altri per riprodurne tratti significativi (​​ identificazione), allo sforzo conscio nell’età adulta per raggiungere o sopravanzare livelli o qualità altrui (rivalità); dal bisogno di autoaffermazione che conduce al confronto sociale continuato (competizione), alla sfida per raggiungere prestazioni sportive sempre più elevate, misurandosi secondo regole convenute (agonismo), o ancora a un metodo di apprendimento scolastico basato sulla competizione degli esiti raggiunti (meritocrazia). Questi fenomeni sono interpretabili quali espressioni dell’aggressività umana, in contesto collettivo. In realtà non è facile rintracciare situazioni di interazione che manifestino percorsi di semplice comparazione. Del resto lo stesso processo di​​ ​​ socializzazione comporta riferimenti a modelli da valutare, anche in contraddizione. A spiegazione del fenomeno vengono formulate diverse teorie: l’innato istinto di aggressività dominerebbe l’uomo (​​ Freud,​​ ​​ Lorenz), la volontà di potenza sarebbe la base per comprendere la personalità dell’individuo (​​ Adler), la sequenza frustrazione-aggressione spiegherebbe opportunamente il legame tra stimoli ed esiti (Berkowitz). Senza dubbio la tendenza alla competizione è un fattore di rilevanza primaria nella spiegazione della​​ ​​ dinamica di gruppo.

2. Sotto il profilo educativo la questione si pone in termini ambivalenti. L’e. può essere considerata positiva, se viene orientata a promuovere le proprie abilità per giungere a un armonico miglioramento personale (sviluppo di sé); oppure se ci si impegna a eguagliarle nell’accettazione delle qualità altrui (reciprocità). Assume invece un accento problematico, se non negativo, quando prevale la volontà di dominio sull’altro al fine di soverchiarlo (oppressione) o allorché si esige da se stessi uno sforzo insensato per superarsi (perfezionismo). Lo sviluppo dell’io esige un buon rapporto con sé e un’equilibrata relazione con gli altri: ciò avviene nella possibilità di scegliere tra rivalità o cooperazione, reciprocità o selezione, superiorità o opportunità. La conferma proviene dai bambini dei Kibbuz, più portati alla collaborazione; mentre i bambini americani (classe media) si mettono in competizione anche quando non sarebbe ragionevole. Di certo lo spirito di rivalità presenta grossi rischi, che si chiamano egocentrismo,​​ ​​ individualismo, disinteresse egoistico. È determinante la motivazione che sta alla base dell’e.: si vuol crescere nell’autoaffermazione sugli altri o tendere allo sviluppo delle proprie potenzialità? La prospettiva educativa si rifà in questo a una scelta antropologica, culturale ed etica. L’«Éducation Nouvelle» (Europa del ’900) fonda la sua teoria pedagogica sul principio della collaborazione nel rispetto delle differenze, e dell’esplicitazione delle potenzialità. L’ideologia dominante dell’organizzazione economica moderna (libero mercato) guarda alla competitività quale proposta risolutiva e la considera come legittima modalità d’azione pedagogica e di cambiamento istituzionale. È attuale oggi considerare la competizione e la meritocrazia come possibili percorsi per superare l’appiattimento e l’egualitarismo, anche in istituzioni educative. Al contempo si sta sviluppando una rilevante corrente che vede nella cooperazione educativa una pertinente e valida soluzione. La realtà umana rimane comunque terreno di ambiguità: sarà sempre compito dell’educazione qualificare la comunicazione e i rapporti, perché si possa giungere a intese soddisfacenti e a relazioni adeguate. Si tratta in definitiva di monitorare la tendenza alla competizione, perché si risolva in modo benefico per tutti e di orientare l’e. a tradurre in tensione migliorativa la reciprocità, facilitando un ambiente di educazione partecipata.

Bibliografia

Netzer H. (Ed.),​​ Der Wetteifer in der Erziehung,​​ Weinheim, Beltz,​​ 1961;​​ Rich J. M.,​​ Competition in education, Springfield Illinois,​​ C.C. Thomas, 1992; Reboul O.,​​ I valori dell’educazione, Milano, Ancora, 1995.

G. B. Bosco

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