AUSTRIA

 

AUSTRIA

1.​​ In Austria l‘IR scolastico ha una lunga tradizione. Oggi come prima​​ l’IR​​ figura fra i servizi che la Chiesa offre alla gioventù e all’istituzione scolastica. Le scuole sono divise secondo il livello formativo (scuola dell’obbligo, scuole secondarie, scuole superiori) e secondo le finalità (formazione generale, scuole professionali, formazione degli insegnanti e degli educatori, accademie e istituzioni parallele). Dopo la quasi totale soppressione dell’IR nel periodo nazista, dal 1945​​ l’IR​​ è nuovamente presente nei diversi tipi di scuola, di cui è parte integrante, basato sulla costituzione e sulla legge (H. Schwendenwein,​​ Religion​​ in​​ der Schule – Rechtsgrundlagen,​​ Graz, 1980; H. Schnizer,​​ Juristische Perspektiven des 'Verhältnisses von Kirche und Staat,​​ nel vol. E.​​ J. Korherr (ed.),​​ Ja zum Religionsunterricht,​​ Graz, 1978, 61-78).​​ L’IR è​​ materia obbligatoria​​ (con due ore settimanali durante tutto l’anno) per tutti gli studenti che appartengono a una confessione religiosa riconosciuta. I genitori, e dal 14° anno in poi gli stessi studenti, possono chiedere l’esonero durante i primi dieci giorni dell’anno scolastico. La percentuale di coloro che richiedono l’esonero fluttua da meno dell’1% (scuola elementare) fino a un massimo del 13% (ultimi anni delle scuole secondarie). Per le scuole professionali dell’obbligo (= scuole abbinate con una professione)​​ l’IR​​ è​​ materia opzionale​​ in sette dei nove​​ Länder​​ dell’Austria.

L’organizzazione, la direzione e l’ispezione​​ dell’IR scolastico sono curate dalle Chiese. Esse hanno anche la responsabilità per i programmi unitari per tutta l’Austria, come pure per i testi di religione che, a spese dello Stato, sono gratuitamente messi a disposizione degli studenti.

Gli​​ insegnanti, di religione​​ sono ecclesiastici o laici; possono essere in un rapporto di lavoro con la Chiesa oppure con lo Stato. In ambedue i casi però vengono pagati dallo Stato. Un fatto caratteristico è il forte aumento degli insegnanti laici, i quali sono anche associati alla programmazione, alla formazione e all’ispezione. Ogni insegnante di religione ha bisogno del certificato di​​ idoneità​​ (qualificazione) e della​​ missio canonica.

Con​​ l’IR​​ sono connessi anche certi​​ esercizi religiosi​​ (il numero differisce notevolmente nei diversi​​ Länder​​ dell’Austria), quali per​​ es.​​ celebrazioni per l’apertura dell’anno scolastico, liturgie del Natale, della Pasqua, celebrazioni di chiusura dell’anno scolastico, ecc. La legge garantisce sia agli insegnanti che agli allievi la libertà di partecipare o meno.

2.​​ L’organizzazione dell’IR cattolico è affidata, in ogni diocesi, allo “Schulamt”​​ (ufficio per la scuola) del vescovo. Per il coordinamento esiste dal 1982 un “Interdiözesanes Amt für Unterricht und Erziehung”​​ (Ufficio​​ interdiocesano per​​ la scuola e l’educazione,​​ Vienna).

3.​​ Accanto​​ all‘IR​​ esiste una molteplicità di C.​​ (Gemeindekatechese)​​ a livello delle parrocchie o a livello regionale. Le più antiche di queste forme di C. (per​​ es. Christenlehre​​ [dottrina cristiana] nello​​ Steiermark; Hauslehre​​ [insegnamento impartito a casa] a​​ Salzburg)​​ risalgono con una ininterrotta tradizione fino al tardo medioevo​​ (Christenlehren​​ in​​ der Steiermark​​ [Berichte],​​ in “Christlich-pädagogische Blätter» 93 [1980]​​ 282283;​​ 318-319; 94 [1981] 21;​​ A.​​ Russi – J. Hofmann,​​ Hauslehren in Salzburg,​​ ibid. 94 [1981] 96-100).​​ Altre ore di religione (per fanciulli e giovani nelle parrocchie) hanno la loro origine nelle associazioni per fanciulli e giovani già esistenti prima della 2a​​ guerra mondiale. Si sono consolidate e hanno assunto forme stabili nel periodo postbellico. I rami centrali sono, a livello delle parrocchie, l’istruzione per la → prima confessione e per la → prima comunione. Così pure l’insegnamento per la confermazione, che dopo il 1965 quasi ovunque si è stabilito sotto forma di un catecumenato della → confermazione; esso dura diversi mesi e si serve di assistenti della confermazione, generalmente giovani. Dopo i Sinodi diocesani postconciliari (indicazione precisa delle fonti in​​ Ö.K.B.E.​​ [ed.],​​ Österreichisches​​ Katechetisches​​ Direktorium für​​ Kinder​​ und Jugendarbeit,​​ Wien, 1981, 97-100),​​ la​​ C.​​ degli adulti è oggetto di continua promozione. Essa comprende i colloqui in preparazione al battesimo, che si tengono nella parrocchia e nelle famiglie; i corsi per la preparazione al matrimonio; serate per genitori e famiglie; serate bibliche, ecc.; anche “C. degli anziani»; corsi teologici per adulti; trasmissioni radiofoniche e televisive. Essa è basata sulla libertà di espressione religiosa, un diritto che è fondato nella costituzione. A parte alcune dichiarazioni di principio nei Sinodi postconciliari, solo nella diocesi di Graz-Seckau esiste un​​ Diözesankonzept für Gemeindekatechese​​ (Progetto diocesano per la C. parrocchiale;​​ cf​​ Verordnungsblatt für​​ die​​ Diözese Graz-Seckau”, 1980, n. 47).

Le direttive o i programmi promulgati da diverse sezioni dell’Azione Cattolica hanno prevalentemente carattere orientativo. Normalmente la responsabilità e la programmazione della C. parrocchiale è affidata ai parroci e ai consigli parrocchiali. Un fatto caratteristico per tutte le forme di C. parrocchiale è la progressiva partecipazione dei laici, i quali (sotto l’influsso della teologia della comunità) sono sempre più consapevoli della loro responsabilità cat. Va segnalato in particolare lo sforzo per intensificare maggiormente la C. dei genitori (Katechetisches​​ Institut Wien​​ [ed.],​​ Eltern als Katecheten,​​ Wien, 1980). In​​ tutte le diocesi la responsabilità​​ e​​ la cura​​ della C.​​ parrocchiale è affidata all’ufficio pastorale diocesano. All’animazione spirituale della C. parrocchiale contribuiscono anche le facoltà di teologia, e l’Istituto pastorale austriaco (Vienna) organizza ogni anno per tutta l’Austria giornate pastorali, che hanno una certa ripercussione sulla C. parrocchiale​​ (cf​​ J. Wiener – H. Erharter [ed.],​​ Kinderpastoral,​​ Wien,​​ 1982).

4.​​ Per ciò che riguarda l’IR in Austria, vi sono differenze con la situazione di molti​​ Länder​​ della Germania. Sia dal punto di vista della legge che dal punto di vista delle attese dei genitori e degli studenti, l’IR è inteso come C. Ovviamente si è consapevoli che l’IR non potrà mai coprire l’intero campo della C., e che richiede come fondamento una C. viva a livello delle parrocchie. Si verifica lo spostamento da una Chiesa in cui la C. è privilegio dei sacerdoti verso una Chiesa in cui tutti i membri si impegnano per la C.

Si incomincia appena a intravedere quali siano le conseguenze di questo cambiamento per la formazione dei sacerdoti e dei catecheti laici (cf E. J.​​ Korherr,​​ Der Priesterkatechet,​​ in “Christlich-pädagogische Blätter”​​ 93 [1980] 392-401;​​ Eltern als Katecheten,​​ cit.).

5.​​ Nel periodo successivo al 1945 la struttura interna della C. fu fortemente caratterizzata dall’influsso della “kerygmatica formale” del periodo 1900-1938. Il principale rappresentante di questo movimento in Austria fu Wilhelm​​ Pichler​​ (1862-1939). Il suo libro​​ Kleines Katholisches Keligionsbüchlein​​ (Libretto della religione cattolica, 1912') fu tradotto in più di 60 lingue, e fu adoperato in Austria fino al 1972. I due catechismi tematici di L. Lentner (n. 1908) e di J.​​ Klement​​ (1896-1980), pubblicati nel 1959, sono fortemente segnati da questo movimento. Il “rinnovamento kerygmatico dei contenuti” iniziato da → J. A.​​ Jungmann​​ (1889-1975) ha avuto un influsso modesto sulla prassi. Promotori di questo rinnovamento furono Franz Michel Willam (1894-1983) e Georg​​ Hansemann​​ (n. 1913). Le loro opere hanno avuto un grande influsso in Austria soprattutto a partire dal 1960.

Anche l’attività cat. di → M. Pfliegler​​ (18911972)​​ fino al 1970 circa ha avuto un grande influsso sull’IR e sulla C. parrocchiale. La fase di un più forte orientamento sulla Bibbia è stata di breve durata (Albert​​ Höfer,​​ n. 1932). Si affermò invece la ricerca di una correlazione tra “fedeltà a Dio” e “fedeltà all’uomo” (CT 55). Il rinnovamento dell’IR scolastico è caratterizzato da diverse fasi, che si esprimono nei nuovi programmi per la scuola elementare (1968), poi per altre scuole (1977; 1983), nei nuovi testi di religione, e nel Direttorio Cat. dell’Austria​​ (Österreichisches​​ Katechetisches​​ Direktorium für​​ Kinder​​ und Jugendarbeit,​​ Wien, 1981).​​ Accanto ai collegamenti tradizionali tra IR e liturgia, vengono ora maggiormente accentuati nell’IR e nella C. parrocchiale i collegamenti tra C. e → Diaconia-Carità​​ (cf​​ E. J. Korherr,​​ Katechese und Caritas,​​ in “Christlich-pädagogische Blätter» 94 [1981] 326-339; Id.,​​ Religionsunterricht und Katechese im Dienste der Brüderlichkeit,​​ nel vol.​​ J. Marböck [ed.],​​ Brüderlichkeit,​​ Graz, 1981; F. Mayer,​​ Einladung zur Tat. Ein Kreativkonzept für die religiöse Erziehung,​​ Wien, 1976).

6.​​ Inizi di un pluralismo​​ delle​​ scuole​​ cat.,​​ dovuti​​ per es.​​ a una concezione che si basa sulla psicologia gestaltistica (A.​​ Höfer,​​ 1982) e a tentativi di introdurre nuovi metodi (dinamica di gruppo, interazione incentrata su temi, ecc.) ebbero una certa risonanza. Finora però tutto è rimasto circoscritto a piccole regioni. Invece l’IR scolastico attribuisce una progressiva importanza al collegamento tra fede e cultura, alla partecipazione degli studenti nella programmazione e nell’impostazione dell’IR, e all’utilizzazione critica dei molteplici mezzi audiovisivi. Per la loro approvazione fu creata una specifica “Interdiözesane Medienkommission”​​ (Commissione interdiocesana per i mezzi audiovisivi), e centri “audiovisivi” diocesani per il prestito. Rispetto all’IR, la C. parrocchiale è poco organizzata a livello nazionale. Fino al 1968 si orientò prevalentemente sui metodi dell’IR scolastico. Dopo quel periodo appaiono in misura crescente itinerari e metodi propri, soprattutto nella C. dei giovani.

7.​​ La formazione dei catecheti ha luogo presso le facoltà teologiche delle quattro università statali, presso le sei​​ Hochschulen​​ (Scuole Superiori) della Chiesa, in quattro Accademie di pedagogia religiosa , e anche presso il Seminario per professioni ecclesiali di Vienna (formazione non accademica di assistenti pastorali, assistenti giovanili). Per insegnanti di religione nelle scuole dell’obbligo esistono tre corsi per corrispondenza. Per la formazione dei catecheti volontari nella C. parrocchiale esistono “corsi di teologia per laici”; soprattutto a Vienna si offrono corsi appropriati di pastorale e di catechetica. Per la maggior parte però la formazione e l’assistenza dei catechisti volontari nelle parrocchie è nelle mani del clero parrocchiale. Per​​ aggiornamento​​ soprattutto degli insegnanti di religione tra il 1977 e il 1983 furono creati otto istituti diocesani di pedagogia religiosa​​ 

8.​​ La C. scolastica come quella extra-scolastica è sensibilmente aperta verso impulsi provenienti da altri paesi; nello stesso tempo cerca di rispondere alla particolare​​ situazione austriaca.​​ Questa situazione ha molto in comune con le caratteristiche che valgono per tutto il centro europeo (per es. secolarizzazione). In molti settori però le vitali tradizioni austriache sono motore e motivazione per uno sviluppo autonomo della C. nella scuola e nella comunità parrocchiale. La caratteristica dominante degli ultimi decenni è quella di una continua crescita, non di rotture rivoluzionarie. Accanto ai molteplici aspetti positivi si presentano oggi anche numerosi problemi: dal 1970 il sistema scolastico austriaco è coinvolto in un permanente processo di rinnovamento, che in molti aspetti si ripercuote sull’IR. Inoltre le trasformazioni sociali (per es. la mutata struttura del villaggio) hanno un notevole influsso sulla pastorale e sulla C. della parrocchia. Il pluralismo in materia di fede e di visioni della vita richiede una crescente differenziazione, che in mezzo alla pluralità esteriore e interiore cerca di conservare l’unità, non già l’uniformità.

La flessione nell’appartenenza alla Chiesa è poco rilevante (1983: 33.487 uscite; 33.515 entrate), ma soltanto una piccola parte dei battezzati partecipa costantemente e regolarmente alla vita parrocchiale. La visita del Papa e il Katholikentag (giornata dei cattolici) del 1983 hanno manifestato in modo impressionante — per alcuni anche con disagio — che la Chiesa è una realtà viva anche in molti austriaci che non sono attivamente impegnati nelle organizzazioni dell’azione cattolica. Questo richiede che vengano cercate nuove vie per la C. ai cosiddetti “cattolici lontani”, che rischiano di restar isolati dalla loro Chiesa a causa del disinteressamento delle comunità parrocchiali. Nel futuro anche la C. dei giovani dovrà in misura crescente, fuori della scuola, dedicarsi a quella maggioranza di giovani battezzati che non fanno parte dei gruppi giovanili ecclesiali. Apertura e disponibilità sono generalmente presenti, come risulta da iniziative isolate di parrocchie con un grande impegno nella C. dei giovani, o da gruppi carismatici. Un ostacolo non indifferente è spesso l’invecchiamento dei pastori e il troppo rigido attaccamento a forme tradizionali e “ufficiali” di pastorale giovanile.

Dato l’invecchiamento della popolazione austriaca, la C. degli anziani diventerà sempre più importante. Attualmente però c’è soltanto un inizio. Quanto alla struttura sociale, si fa sempre più chiara la necessità di elaborare sussidi e programmi cat. per gruppi particolari e per particolari situazioni della vita (divorziati, autodidatti, drogati, vittime di sette religiose, ecc.).

Infine c’è una crescente consapevolezza che la responsabilità dell’Austria per l’unità spirituale dell’Europa, per il terzo mondo, per la pace, per l’ambiente, deve figurare tra i compiti della C. Lo stesso vale per l’impegno permanente in favore della fede, della speranza, della carità, dell’ecumenismo e della libertà.

Bibliografia

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Edgar J. Korherr

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