Giovanni Cagliero

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Giovanni Cagliero, vescovo SDB (n. a Castelnuovo d’Asti l’11 gennaio 1838 – m. a Roma il 28 febbraio 1926); professione a Torino il 14 maggio 1862; sac. a Torino il 14 giugno 1862; el. il 13 nov. 1884; cons. il 7 dic. 1884; card. il 6 dic. 1915.

Accolto da don Bosco nel suo Oratorio di Torino nel 1851. Fu tra i primi quattro che aderirono all’idea del santo di formare la Società Salesiana (1854). Ricevuta la veste chiericale da don Bosco e frequentati i corsi filosofici e teologici nel seminario di Torino come esterno, nel 1862, dopo aver emesso i voti religiosi triennali, fu ordinato sacerdote ed eletto Direttore Spirituale dell’Oratorio di Valdocco. Per la sua spiccata propensione alla musica frequentò la scuola di armonia del prof. Cerutti. Poté così assai presto comporre musica sacra e ricreativa. Giuseppe Verdi riconobbe nel giovane compositore grande fantasia e potenza creativa.

Nel 1873 conseguì la laurea in teologia all’Università di Torino. Nel 1874 don Bosco lo eleggeva pure Direttore Spirituale dell’Istituto delle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Alla fine del 1875, don Bosco lo inviava in Argentina a capo della prima spedizione di missionari salesiani.

Nel 1876 don Cagliero diede inizio alla scuola di arti e mestieri di Almagro (Buenos Aires) e al collegio di Villa Colón nell’Uruguay. Ma l’anno seguente don Bosco, lo richiamò quale Direttore Spirituale della Congregazione: in tale carica rimase fino al novembre 1884, allorché Leone XIII lo nominò vescovo titolare di Magida e gli affidò il Vicariato Apostolico della Patagonia settentrionale e centrale. Con grande abnegazione andò con don Fagnano a esplorare la Terra del Fuoco, accostando per la prima volta le tribù degli Onas, Yagan, Alacalufes; intraprese la difficile traversata delle Cordigliere, per inaugurare la nuova casa salesiana di Concepcion nel Cile (1887).

Nel dicembre tornava a Torino per assistere al trapasso di don Bosco. Ripartito per l’Argentina, fonda a Viedma il primo ospedale della Patagonia, affidandolo alle Figlie di Maria Ausiliatrice.

Nel 1894 apre la missione della Candelara a Ushuaia, all’estremo sud del continente americano, e vari centri di missione nel Chubut tra i Tehuelces; nel 1898 evangelizza la Pampa. Nel 1902, con don Milanesio, visita il Neuquén, addossato alle Ande. Nel 1904 la Patagonia viene divisa in 7 Vicarie foranee aggregate alle diocesi di Buenos Aires, La Plata, San Juan de Cuyo; e il Papa Pio X, nominandolo arcivescovo titolare di Sebaste, lo incaricava dapprima di una visita apostolica alle diocesi di Piacenza, Tortona, Albenga e Savona, indi lo inviava come Ministro plenipotenziario presso il Governo di Costarica, nonché Delegato apostolico per le altre quattro nazioni del Centro America (1908).

Accolto trionfalmente a Costarica, nel 1909 fa la prima visita al Nicaragua: scoppiata poi la rivoluzione viene permessa l’entrata ai Salesiani, alle Figlie di Maria Ausiliatrice, ai Fratelli delle Scuole Cristiane e alle Suore del Buon Pastore (1912). Nello stesso anno visita pure l’Honduras: vi tornerà nel 1912, ottenendo l’entrata ai Lazzaristi tedeschi e costituendo la missione della Costa Atlantica hondurese. In queste visite più che diplomatico fa il missionario, predicando e confessando ovunque.

Nel 1910 visita El Salvador e poi passa nel Guatemala, dove può organizzare le diocesi: di qui inizia pure l’Azione Cattolica con la fondazione del Circolo Giovanile Pio X nella città di Guatemala. Nel 1912 celebra la sua Messa d’oro in El Salvador e vi fonda due nuove diocesi.

Nel 1915 Benedetto XV lo richiama per elevarlo alla dignità cardinalizia e lo assegna alla Sacra Congregazione dei Religiosi, di Propaganda Fide e dei Riti. Nel dicembre 1920 è nominato vescovo della diocesi suburbicaria di Frascati: nel gennaio seguente vi fa il solenne ingresso e subito si dedica a risanare il depresso stato finanziario affrontando ostacoli e incomprensioni, e nel 1923 vi celebra solennemente un Congresso eucaristico interdiocesano.

Morì a Roma nel 1926 e fu seppellito al Campo Verano. Di qui la sua salma, reclamata dall’ Argentina, nel giugno 1964 venne trasferita con grande solennità nella cattedrale di Viedma. Il Presidente argentino gen. Roca lo chiamò il civilizzatore della Patagonia e disse che il Cagliero era «il più abile dei diplomatici perché non usava alcuna diplomazia». Fu per sua iniziativa che nel 1898 vennero riannodate le relazioni diplomatiche dell’Argentina con la Santa Sede, interrotte nel 1884. Giustamente Pio XI, nel Breve inviatogli per la Messa di diamante, lo accostò al card. Massaia, altro grande pioniere delle Missioni che i colli monferrini diedero alla Chiesa (DBS, p. 64-66)