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TEOLOGIA PASTORALE E CATECHETICA

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[di Giuseppe Groppo (1923-2014)]

Quando ci si interroga sui rapporti tra Teologia pastorale (= TP) e → Catechetica (= Ct.) si coinvolgono nella domanda due tipi differenti di problemi: quello dei rapporti tra le attività: pastorale, catechistica ed educativa (espresse anche coi termini: pastorale, catechesi ed educazione); e quello dei rapporti tra le scienze che si occupano rispettivamente di queste attività: T. pastorale, Catechetica, Pedagogia (dette anche: T. pratica, Catechetica, Scienze dell’educazione). Pur essendo coscienti dell’interdipendenza dei due problemi, qui ci occuperemo quasi esclusivamente del secondo.

1. La nascita della TP come disciplina universitaria avvenne alla fine del sec. XVIII nei territori dell’impero asburgico, e faceva parte di un piano di riforma degli studi teologici, redatto da S. Rautenstrauch e approvato dall’imperatrice Maria Teresa nel 1774. Nel programma del 1777 concernente l’insegnamento della TP, questa disciplina comprende tre parti, la prima delle quali ha per oggetto l’insegnamento religioso o C., per cui è proprio a questa data che si fa risalire generalmente la nascita della Ct. come trattazione scientifica e non come semplice precettistica. Secondo alcuni però sarebbe stato → J. B. Hirscher il vero fondatore della Ct. come scienza indipendente, con l’opera dal titolo: «Catechetica… trattata in tutta la sua estensione», che è del 1831. In ogni modo, è stato certamente Hirscher a concepire la Ct. non solo come teoria dell’IR, ma anche come «pastorale giovanile», nella quale la dimensione educativa in senso cristiano era dominante. Pertanto TP e Ct. nascono e si affermano come discipline teologiche «pratiche», il cui scopo è quello di applicare le verità cristiane alle situazioni concrete della vita e di formare i pastori d’anime; inoltre nella Ct. è sempre presente la dimensione educativa.

Nella II metà del XIX sec. la Ct. cattolica, mentre si impoverisce sempre più di contenuto teologico, in compenso si arricchisce maggiormente di prospettive psicologiche e pedagogiche. La stessa cosa avverrà per la Ct. evangelica, ma in modo più massiccio. Tra la fine del secolo scorso e i primi decenni del nostro secolo, la Ct. cade sempre più sotto la tutela delle scienze psico-pedagogiche ed è soggetta a un vero processo di «pedagogizzazione», dando origine nei paesi di lingua tedesca a una nuova disciplina: la Religionspädagogik. E così coesisteranno a livello accademico tre discipline, di cui due di natura sicuramente teologica: la TP e la Ct., e una dallo statuto epistemologico non ben definito: la Religionspädagogik. Questui tima (generalmente concepita come distinta dalla Ct.) veniva considerata come una scienza intermedia tra la T. e la pedagogia; J. Göttler, però, ne faceva un ramo della «Scienza cristiana dell’educazione».

Nel periodo tra le due guerre mondiali la Religionspädagogik cadde fortemente in discredito in ambiente evangelico per opera della corrente barthiana; in campo cattolico invece continuò ad essere coltivata, però il suo statuto epistemologico divenne quanto mai fluttuante: c’era chi la concepiva come «pedagogia teologica», distinta dalla Ct., quest’ultima vista come una specie di «didattica teologica» (R. Peil); altri la pensavano come una «pedagogia filosofica», diversa dalla Ct., concepita invece come «pedagogia teologica» (G. Grunwald).

A partire dagli anni ’60, ma soprattutto dopo il Conc. Vat. II, il problema dello statuto epistemologico della Religionspadagogik, della Ct. e della TP, come pure quello dei loro rapporti con le scienze dell’educazione, è stato ripensato dagli studiosi cattolici ed evangelici in un clima ecumenico profondamente rinnovato, tenendo inoltre presenti i nuovi orientamenti emersi nella concezione della T. (la svolta antropologica) e delle scienze dell’educazione.

Opere significative, apparse in questi ultimi anni, sono da considerarsi: l’Handbuch der Pastoraltheologie in 4 volumi (1964-1969) e la poligrafia dal titolo: Praktische Theologie beute (1974) per la TP; il monumentale Handbuch der Jugendseelsorge, iniziato nel 1965 e non ancora ultimato, di W. Jentsch e la Pastorale giovanile (1982) di R. Tonelli; e infine le opere di H. Schilling (1969), di E. Alberich (1982) e di U. Hemel (1984) nonché i tre eccellenti volumi dell’Handbtich der Religionspädagogik (1973-1975) per la Ct. e la Pedagogia della Religione (cf bibl.).

2. Ad un primo sguardo si ha l’impressione che di cammino se ne sia fatto molto: la TP e la Ct. non solo sono oggetto di insegnamento nelle Università e se ne riconosce la dignità di scienza, ma attorno ad esse si è accumulata in questi ultimi anni una vastissima bibliografia nelle principali lingue. Si tenta di approfondire la natura delle due scienze e il loro statuto epistemologico; nei paesi di lingua tedesca si studiano i rapporti esistenti tra Ct. e Religionspädagogik; un po’ ovunque si cerca di definire il rapporto tra TP, Ct. assieme alla Religionspädagogik da una parte e scienze dell’educazione dall’altra; ci si preoccupa di delimitare il campo di indagine di queste scienze, definendo accuratamente che cosa si deve intendere per «attività pastorale», per «pastorale giovanile», per «catechesi», per IR, per «educazione», per «educazione cristiana», ecc. Da tutte queste indagini, però, è emerso un ventaglio così vasto di opinioni diverse e spesso contrastanti su tutti i problemi sopra e su tanti altri, da rendere infruttuoso se non addirittura impossibile il tentativo di tracciarne una breve rassegna. Ci limiteremo pertanto ad elencare alcuni punti di accordo e qualche problema aperto.

Sembra che oggi esista un vasto consenso in campo cattolico ed evangelico sulla natura della TP: è concepita come disciplina teologica «pratica», di pari dignità nei riguardi delle altre discipline teologiche tradizionali, con un suo proprio oggetto specifico, e dotata di un proprio metodo scientifico di indagine. Le opinioni divergono, però, quando si tenta di definirne la natura di «scienza pratica», e di stabilire i parametri del suo metodo scientifico; oppure quando se ne vuole definire con maggior precisione il campo di indagine.

Così pure sembra che esista un fondamentale accordo nella concezione della Ct., vista generalmente come parte della TP e quindi come disciplina teologica, anche se talvolta è inserita nella Facoltà di Pedagogia. Però resta problema aperto quello del rapporto della Ct. con la Religionspädagogik: le due discipline si identificano? La Ct. include la Religionspädagogik o viceversa? U. Hemel ha elencato almeno sette opinioni diverse su questo punto. Un altro problema non ancora risolto chiaramente è quello della differenza tra quella parte della Ct. che si occupa della C. giovanile e la pastorale giovanile: c’è chi le considera praticamente identiche e chi invece trova per ciascuna oggetti o campi specifici diversi. La cosa è di difficile soluzione perché dipende dal valore semantico che si dà ai termini «C.» e «pastorale giovanile».

Tutti ammettono che gli studi recenti sulla C., sull’attività pastorale e sull’educazione rappresentano un notevole progresso sul passato. Queste tre attività sono comprese molto meglio e con maggiori approssimazioni rispetto alla realtà di quanto lo erano in un passato anche recente. Tuttavia restano ancora notevoli divergenze sulla formalità precisa di ciascuna, con la conseguenza che le delimitazioni dei campi delle scienze che le studiano sono ancora abbastanza fluttuanti. Infine oggi è da tutti ammesso come legittimo il ricorso alle scienze umane, in particolare a quelle dell’educazione, per una comprensione maggiore della C. e della pastorale. Si è anche d’accordo che questo ricorso alle scienze umane deve evitare la loro strumentalizzazione e i facili «concordismi». Però le modalità concrete di questa «utilizzazione funzionale» sono intese molto diversamente e con criteri spesso opposti. Tutti parlano di «dialogo interdisciplinare», ma esistono ancora grossi equivoci e una grande confusione sul significato preciso e sulle condizioni di esso.

Ecco alcuni punti di convergenza degli studi recenti sulla TP e sulla Ct., unitamente a un certo numero di problemi ancora aperti. Non ci sono tutti. Comunque quelli elencati sono già tali da far intravedere quali dovrebbero essere le linee di sviluppo delle ricerche future.

Bibliografia

E. Alberich, Catechesi e prassi ecclesiale. Identità e dimensioni della catechesi nella Chiesa di oggi, Leumann-Torino, LDC, 1982; Dizionario di pastorale, Brescia, Queriniana, 1979; E. Feifel et al. (ed.), Handbuch der Religionspädagogik, 3 vol., Munchen, Benziger, 1973-1975; J. Gevaert, Studiare catechetica, Leumann-Torino, LDC, 1983, 7-28; Handbuch der Pastoraltheologie, 4 vol., Freiburg, Herder, 1964-1969 (trad. it. parziale: Studi di teologia pastorale, Brescia, Queriniana, 1969-1971); U. Hemel, Theorie der Religionspädagogik. Begriff, Gegenstand, Abgrenzungen, Munchen, Kaffke, 1984; W. Jentsch, Handbuch der Jugendseelsorge. Geschichte, Theologie, Praxis (finora 5 voi.), Gütersloh, Mohn, 1965-1981; F. Klostermann – R. Zerfass (ed.), Praktische Theologie beute, Munchen, Kaiser, 1974; Lexikon der Pastoraltheologie, Freiburg, 1972 (è il V vol. dello Handbuch citato); H. Schilling, Teologia e scienze dell’educazione. Problemi epistemologici, Roma, Armando, 1974; B. Seveso, Edificare la Chiesa. La teologia pastorale e i suoi problemi, Leumann-Torino, LDC, 1982; R. Tonelli, Pastorale giovanile, Roma, LAS, 1982.

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