Home > Thesaurus> TEOLOGIA DELL’EDUCAZIONE

TEOLOGIA DELL’EDUCAZIONE

image_pdfimage_print

[di Giuseppe Groppo (1923-2014)]

La TdE fa parte delle cosiddette «teologie col genitivo d’oggetto», cioè di quella serie di ricerche teologiche che si propongono di chiarire, alla luce della fede cristiana, importanti settori delle realtà terrene, quali la storia, il lavoro, il progresso, l’educazione, ecc. Queste teologie si sono affermate subito dopo la seconda guerra mondiale in seguito all’incidenza sulla comunità cristiana di tutta una serie di fatti nuovi, quali il pluralismo ideologico e culturale, i processi di secolarizzazione e di scristianizzazione della culuta occidentale; fatti che provocarono l’emergere di molteplici problemi, teorici e pratici, ai quali la teologia dei manuali postridentini non era in grado di dare una risposta soddisfacente. Le teologie delle realtà terrene invece, sia pure tra molte difficoltà e incertezze, si sforzavano di trovarne qualcuna.

L’esigenza, però, di una fondazione teologica dell’educazione è molto anteriore alle teologie col genitivo d’oggetto: la troviamo già presente negli anni ’20-’30 all’interno della pedagogia «cattolica» sia nei paesi latini che in quelli dell’area culturale tedesca: la teologia viene postulata come scienza fondante nei confronti della pedagogia che si qualifica come cristiana. Un altro gruppo di scritti di pedagogia cristiana (si tratta in gran parte di opere di divulgazione) ritiene di poter attingere i propri materiali direttamente dalla Bibbia; nascono così le «Pedagogie del Vangelo», una specie ibrida, che non è né teologia né pedagogia. Comunque gli scritti che portano il nome di TdE compaiono solo a partire dagli anni 1949-1950.

Tra i primi studiosi di TdE vanno ricordati P. C. Leoncio da Silva (che espone un progetto di TdE nel Congresso Internazionale di Pedagogia, Santander 1949), E. A. Fitzpatrick, S. E. Gallego Yriarte, Th. C. Donlan, F. Poggeler, E. Murtas, G. Corallo, P. Braido, P. Gianola, G. Groppo, ecc. In seguito alla svolta antropologica della teologia nel postconcilio, anche la TdE entrò in crisi. Sono significativi a questo proposito gli scritti di R. Spaemann, di H. Bokelmann e di J. G. Carrasco. Chi però ripropose in modo radicale tutto il problema dello studio teologico dell’educazione e dei rapporti tra teologia e pedagogia fu H. Schilling agli inizi degli anni ’70. Circa 10 anni dopo C. Bissoli affrontò in modo critico il problema dei rapporti tra Bibbia ed educazione, offrendo indicazioni valide per una rinnovata concezione della TdE.

Tenendo presenti queste nuove prospettive, diremo schematicamente come si dovrebbe intendere la TdE dopo la svolta antropologica della teologia, il suo punto di partenza, la sua natura e i suoi problemi.

La TdE è semplicemente teologia senza ulteriori aggettivi. Perciò, come ogni ricerca teologica, la TdE parte dall’esperienza di fede della comunità cristiana attuale, con tutti i suoi problemi riguardanti il campo dell’educazione, e tenta di interpretarla criticamente. Le attese e le esigenze del nostro tempo, la prassi e le teorie pedagogiche attuali, proposte dalle scienze dell’educazione, costituiscono i «segni dei tempi» che stimolano il teologo a reinterpretare i testi biblici e della tradizione per scoprire in essi l’autentica Parola di Dio sull’educazione. A questo punto, però, deve evitare una grossa tentazione: quella di ricavare deduttivamente dalla Bibbia o dai grandi principi della fede teorie pedagogiche o strategie educative. Rischierebbe di ideologizzare la fede, riducendola a strumento di sostegno di determinate istituzioni o prassi o teorie educative, concepite come le uniche che meritino il nome di cristiane.

La TdE inoltre, in quanto teologia, possiede le due dimensioni proprie di ogni sapere teologico, quella teorica e quella pratica, anche se l’interesse per quest’ultima è prevalente. Infine, è un sapere di natura ermeneutica e ha per oggetto non l’educazione, ma la Parola di Dio su l’educazione, così come la si può ricavare dalla Bibbia e dalla Tradizione ecclesiale sotto l’urgenza dei problemi provocati dall’incarnarsi della fede nella cultura. I problemi che la TdE si pone sono molteplici. Ne accenniamo alcuni tra i principali: a) Qual è la rilevanza pedagogica dell’antropologia cristiana? della dottrina dell’uomo come immagine di Dio e di Cristo? della presenza del «peccato» e della «redenzione» nell’umanità? della potenza della «grazia»? Nel rispondere a questi problemi il teologo non deve dimenticare che le antropologie teologiche del pasasto, nonostante i loro grandi meriti, sono sempre letture parziali, culturalmente condizionate della Parola di Dio sull’uomo. Pertanto sono possibili nuove prospettive antropologiche, che siano contemporaneamente fedeli al messaggio cristiano e tuttavia fortemente divergenti da quelle del passato, b) Quale rilevanza pedagogica possiede la concezione cristiana della salvezza integrale dell’uomo in rapporto ai processi di promozione e di maturazione umana, stimolati dalle scienze dell’educazione? Qui si tratta, di esaminare criticamente tutta una prassi ascetico-pastorale del passato, molto spesso disumanizzante, alla luce di una reinterpretazio’ne della Parola di Dio. c) Come ripensare la funzione educativa della famiglia, della scuola, della comunità cristiana nei nuovi contesti culturali in cui oggi i cristiani vivono la loro fede? Nel fare questo esame critico il teologo deve convincersi che tradizioni anche secolari del passato non necessariamente si identificano con «l’indispensabile» della fede, d) Come concepire oggi l’educazione «cristiana» e i processi di maturazione del cristiano singolo e della comunità? Qual è la funzione della C., della liturgia nei processi di maturazione della fede? ecc.

La TdE tenterà di reinterpretare la Parola di Dio su questi problemi e su tutti gli altri che la realtà educativa pone, non con la pretesa di scoprire da sola le soluzioni concrete, ma piuttosto per poter partecipare, in un dialogo alla pari con le scienze dell’educazione, alla scoperta di soluzioni valide e attuali in consonanza con la Parola di Dio. In questo lavoro la TdE potrà esercitare verso le scienze dell’educazione una funzione critica (mettendone in luce le antropologie latenti) e integratrice (offrendo ai loro obiettivi orizzonti ultimi di significato). Considerandosi, alla pari di tutte le scienze, un tipo di sapere sempre in cammino e perfettibile, potrà contribuire efficacemente ad una rinnovata umanizzazione del mondo e della cultura.

Bibliografia

C. Bissoi.i, Bibbia ed educazione. Contributo storicocritico ad una teologia dell’educazione, Roma, LAS, 1981 (ampia bibl.); E. A. Fitzpatrick, Exploring a Thsology of Education, Milwaukee, 1950; G. Groppo, Origine del dialogo tra Pedagogia e Teologia, in H. Schilling, Teologia e scienze dell’educazione. Problemi epistemologici, Roma, Armando, 1974, 15-65 (ampia bibl. sulle origini e gli sviluppi della TdE fino agli anni 1970); C. Leoncio da Silva, Lineas fundamentales para una teologia de la educación, in «Salesianum» 11 (1949) 615-628; V. Sinistrero, Il Vaticano II e l’educazione, Leumann-Torino, LDC, 1970.

Related Voci

You may also like...