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CATECHISMO (criteri)

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[di Wolfgang Langer]

Per CM s’intende un particolare tipo di libro di fede — nel senso ristretto del termine — diventato comune a partire dal sec. XVI: catechismo-libro.

1. Iniziazione alla fede. Una prima funzione del CM consiste in una breve informazione sui contenuti della fede cristiana per persone che non la conoscono. Possono essere, come era il caso nella prima Chiesa, persone desiderose di accedere alla fede (candidati al battesimo), oppure lettori interessati per altri motivi. Questa funzione del CM è la piùoriginaria, ed è già documentabile nelle cosiddette «formule della fede» del NT (per es. 1 Cor 15,3ss; Gal 4,3-7; At 10,37-43, ecc.), come pure nelle professioni del battesimo della Chiesa antica, alle quali risale il cosiddetto Credo apostolico.

Come prima proposta sintetica del contenuto della fede (fides quae), il CM è caratterizzato da una presentazione dell’annuncio narrativo (biblico) ridotto ai suoi termini essenziali, e da una struttura delle singole affermazioni il più possibile ordinata e di facile comprensione. In ambedue gli aspetti la forma classica del CM, valida per lunghi secoli, è determinata dal Credo apostolico. La sua struttura trinitaria, con l’elaborazione più ampia della seconda parte (cristologica) si presta a evidenziare nella sua struttura interna le principali verità della fede (esistenza di Dio, Trinità, creazione del mondo, redenzione, passione e risurrezione del Figlio di Dio, la Chiesa come comunità di fede nello Spirito di Dio, giustificazione e vita eterna). Formule sintetiche che si riferiscono a contenuti centrali della Tradizione vengono inserite o aggiunte come ampliamento del CM: Padre nostro, decalogo, sacramenti, virtù teologali, ecc.

Il vero fine del CM in questa impostazione non è la pura presentazione e istruzione (per es. sull’«essenza del cristianesimo»), ma è l’annuncio: la proclamazione della salvezza di Dio, il quale con il suo amore va incontro all’uomo, comunica se stesso, e chiama gli uomini a credere. Informazione quindi in prospettiva missionaria.

2. Istruzione nella fede. Il CM è in prima istanza un discorso che si rivolge verso l’esterno, verso persone non (ancora) credenti. In seconda istanza il CM ha una funzione all’interno della comunità di fede: si rivolge verso persone (già) credenti, appartenenti alla Chiesa. Da quando il battesimo dei bambini è diventato la norma, si è reso necessario iniziare alla tradizione della fede — tenendo conto delle fasi dell’età — le persone già battezzate, e sviluppare la fede implicitamente infusa nel battesimo. A questo fine sono stati prodotti diversi libri appartenenti al genere «catechismo»: l’ampiezza, la scelta delle tematiche, il linguaggio, la strutturazione sono determinati in conformità con l’età e con il livello di formazione, e anche in conformità con i diversi «luoghi di apprendimento».

Il CM può essere fondamento e sussidio per l’insegnamento orale nella famiglia (per es. il Piccolo Catechismo di M. Lutero); può offrire spunti per l’insegnamento della dottrina e per la predicazione del parroco (per es. il Grande Catechismo di M. Lutero e il → Catechismo Romano), può essere manuale didattico per insegnanti ed educatori (per es. la Summa doctrinae christianae di → Canisio Pietro); può essere libro di lettura e di studio personale (per es. il → Catechismo olandese); può infine essere un libro scolastico per la C. e l’IR (per es. il Catechismo della religione cristiano-cattolica di → Deharbe). In tutte queste configurazioni il CM è manuale della fede: destinato a coloro che devono essere istruiti nella loro fede (CM scolastico), come pure per coloro che con lo studio personale desiderano comprendere meglio e più profondamente l’insieme della verità della fede cristiana (CM degli adulti).

Da questa finalità scaturisce anche il caratteristico schema metodico di domanda e risposta. All’origine (per es. in Lutero) il CM ricopia il modello del colloquio, in cui la domanda è formulata da colui che desidera sapere qualche cosa, e la risposta è data da colui che la sa. Soltanto più tardi il procedimento metodico è stato invertito nel noioso meccanismo della «interrogazione» in cui l’insegnante domanda le «frasi centrali» imparate a memoria dagli alunni. Questo ha fatto sì che il CM sia degenerato, diventando l’esempio per antonomasia di un cattivo libro scolastico.

Nonostante la continuità, dovuta all’articolazione delle formule della fede, la struttura fondamentale del CM è cambiata fortemente e ripetutamente nel corso della storia. Ogni configurazione del CM mostra anche il volto del tempo in cui è nato: le caratteristiche della comprensione della fede della Chiesa in una determinata regione e i punti gravitazionali della riflessione teologica che predomina in quel momento. Soprattutto la colonizzazione teologica è stata molto nociva: in certi momenti il CM è degenerato in compendio dogmatico, con un linguaggio molto lontano dal mondo e dalla vita, e con una terminologia difficile, ricavata dalla teologia. La fede viene ridotta a una dottrina che va ritenuta vera, a una «Summa» di frasi e «verità» rivelate.

3. Regola della fede. Vi è una terza funzione del CM: essere orientamento, «direttorio» dell’ortodossia. Anche le vecchie professioni di fede dovettero assumere molto presto questa funzione. In quanto documenti conclusivi dei Concili generali, esse si trasformarono da professioni di fede nelle grandi opere salvifiche di Dio, in chiave di ringraziamento e di lode, in formulazioni «definite» della «vera dottrina», vincolanti per ogni cristiano. Questo era il modo per mettere termine a un precedente periodo di discussione circa la retta interpretazione di determinati contenuti della Tradizione.

Il fatto poi che il CM, nel senso ristretto del termine (come libro per l’insegnamento popolare della fede), abbia avuto origine nel periodo della Riforma, ha anche portato a farne fin dall’inizio uno strumento per delimitare reciprocamente i confini delle diverse confessioni cristiane che si stavano formando in Occidente. Di conseguenza nei CM delle diverse Chiese sono state fortemente accentuate le tematiche contenziose tra le confessioni; ogni confessione le ha esposte largamente, fondandole nel senso della propria interpretazione. Questo ha portato alla distorsione della concentrazione sui contenuti essenziali.

In quanto direttorio della fede, il CM è un libro del «Magistero». Questo si dimostra già nella pubblicazione, o (quando si tratta di autori privati) nell’approvazione da parte dei vescovi o della Curia Romana.

In tale contesto si iscrivono anche i tentativi che a intervalli regolari vengono intrapresi per scrivere e imporre un CM universale, che (dal tempo del Catechismo Romano) non hanno avuto esito. Libri regionali appartenenti al genere CM (o con il titolo CM) devono essere approvati dalla Congregazione romana per la dottrina della fede.

Nella Chiesa evangelica i CM classici (il Grande Catechismo di Lutero, il Catechismo di Heidelberg) appartengono ai documenti confessionali vincolanti.

4. Spiegazione della Tradizione. Nella misura in cui il CM non si limita a presentare la connessione interiore tra le verità della fede e la loro validità secondo il depositum fidei che rimane in ogni tempo, ma intende anche andare al di là, offrendo spunti per la realizzazione della fede nella vita cristiana, assume una quarta funzione, quella di essere «libro della vita di fede». I vecchi CM mostrano con minore chiarezza le conseguenze religiose e morali che si possono trarre dai singoli contenuti della dottrina e si possono formulare in esigenze e impulsi operativi corrispondenti.

A partire dalla metà del sec. XX la funzione di orientare la vita cristiana acquisisce un ampio spazio nei CM. Interamente rivolto verso questo fine è il Catechismo Olandese degli adulti (1966). Ancora più esplicitamente nella stessa direzione, e molto più ampiamente basato sugli apporti delle scienze umane ed empiriche, è (assai più voluminoso: 1350 p.!) il Catechismo degli adulti (1975) della Chiesa evangelica della Germania.

In futuro potrebbe essere compito principale del CM spiegare la Tradizione della fede in riferimento alla situazione concreta dell’epoca, per le persone che chiedono di conoscere il significato vitale della fede cristiana. I destinatari in questo caso sarebbero meno i fanciulli e gli adolescenti, ma assai più i giovani e gli adulti.

Bibliografia

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