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Catechesi Associativa

[di Paola Bignardi]

1. La CA ha acquistato una rilevanza crescente a partire dagli anni del dopo Concilio, in corrispondenza con lo sviluppo progressivo di gruppi, associazioni, movimenti. I documenti della Chiesa sono andati via via riconoscendo il valore e l’utilità di questa forma di C. Il RdC richiama l’«alto valore spirituale della vita associativa» (RdC 153) soprattutto per la sua funzione di mediazione in ordine a tutta la comunità. La CA ha una stretta relazione con quella della famiglia, della parrocchia, della scuola; essa tuttavia la supera, «va oltre — afferma il documento — con una ricerca rispondente agli scopi del gruppo». Il RdC vuole evidenziare l’originalità della CA e al tempo stesso il suo carattere non esclusivo, indicato nella relazione che ha con altre forme. A conclusione del Sinodo del 1977 su «La C. nel nostro tempo», due interessanti cenni alla CA si trovano nel Messaggio al popolo di Dio (n. 13) e nella CT (n. 70).

Il Messaggio al popolo di Dio, riconoscendo che le nuove forme di vita comunitaria offrono inedite possibilità alla Chiesa, afferma che «la comunità può trovare in esse nuovi luoghi dove realizzarsi, dal momento che ivi i membri della comunità si annunziano reciprocamente il mistero di Cristo». La CT, dopo aver richiamato il compito della famiglia e della scuola e dopo aver sottolineato che «la comunità parrocchiale deve restare l’animatrice della C. e il suo luogo privilegiato», incoraggia le associazioni e i gruppi a dare un posto importante alla C. e alla formazione religiosa, perché «ogni associazione di fedeli in seno alla Chiesa ha il dovere di essere, per definizione, educatrice della fede».

2. La CA ha una prima ragione di validità nell’intensità che le consente di collocarsi in un complessivo impianto associativo il quale — con i suoi fini, i suoi impegni, i suoi temi ricorrenti — può rappresentare un rinforzo di notevole efficacia per la C. In secondo luogo il gruppo dà concretezza all’esperienza ecclesiale, che perde i suoi caratteri teorici e astratti per acquisire la fisionomia concreta di un luogo di vita; si tratta di una caratteristica particolarmente rilevante per i giovani, per i quali l’appartenenza alla Chiesa, come popolo di Dio, ha ancora bisogno di essere sostenuta da un’esperienza coinvolgente sul piano personale.

Accanto a questi aspetti di validità, la CA presenta alcuni rischi che possono diventare reali limiti se non vengono rispettati criteri pastorali fondamentali. In primo luogo la CA può divenire unica ed esclusiva esperienza cat., senza alcun riferimento alla comunità ecclesiale, particolarmente alla parrocchia; in questo caso, il gruppo può dar luogo ad una esperienza cristiana particolaristica, che separa dalla universalità del popolo di Dio, nel quale tutte le esperienze confluiscono per arricchirsi reciprocamente e per arricchire l’unica realtà della Chiesa intesa come coralità, come comunità in cui ogni diversità si compone in sintesi. In questo modo la CA perderebbe la sua funzione di mediazione in ordine alla comunità tutta; i gruppi stessi cesserebbero di essere una mediazione di vita ecclesiale e potrebbero rischiare di assolutizzare la loro esperienza fino a sentirsi «la» Chiesa. Del resto, il fatto che la C. sia tra le esperienze fondamentali di un cammino di Chiesa, implica che nessuno possa appropriarsene in maniera esclusiva.

Una particolare attenzione educativa va poi rivolta alla funzione psicologica del gruppo; esso deve essere momento di passaggio verso la più ampia comunità e verso una testimonianza resa in solitudine; quindi non può divenire indispensabile né esercitare una pressione emotiva troppo rilevante. La CA, se proposta nell’attenzione a questi criteri pastorali, può essere un’occasione vitale di crescita nella fede e di educazione alla Chiesa specialmente per i giovani.

Bibliografia

P. Bignardi, Catechesi associativa e comunità cristiana, in «Presenza Pastorale» 50 (1980) 7-8, 97-111; Catechesi, catechesi associativa, comunità cristiana, Roma, AVE, 1980; F. Garelli, Le diverse formule organizzative dell’associazionismo ecclesiale-, gruppi di appartenenza e gruppi di riferimento, in «Note di Pastorale Giovanile» 16 (1982) 6, 39-45; Gruppi, movimenti, associazioni per un dialogo ecclesiale, in «Presenza Pastorale» 50 (1980) n. 9-10 (con bibl.).

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