ALBERIONE Giacomo

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[di Virginia Odorizzi]

1. Nato a San Lorenzo di Fossano (Cuneo) il 4-4-1884, educato nel seminario di Alba, G. A. è ordinato sacerdote nel 1908. Sensibile alla sfida laicista fatta alla Chiesa dalla società contemporanea, l’A, medita fin da giovane di dare una risposta pastorale globale al problema dell’evangelizzazione delle masse che si allontanano dalla Chiesa. Nel 1914 dà inizio alla Pia Società San Paolo, pensata come congregazione interamente al servizio dell’evangelizzazione mediante l’uso sistematico della stampa (e in seguito di tutti i mezzi moderni di comunicazione sociale). Fondatore di 10 istituti di vita religiosa e di apostolato (tra cui la Pia Società Figlie di San Paolo, 1915), l’A. rappresenta una delle figure più eminenti del movimento cat. italiano della prima metà del XX sec., per originalità di scelte operative e per efficacia dell’annuncio evangelico.

2. L’inizio del suo apostolato coincide con il grande movimento di riorganizzazione della C. in Italia, sotto l’impulso dato dalla diffusione del catechismo di Pio X. In seguito, nel periodo che corrisponde ai pontificati di Pio XI e di Pio XII, l’A. vive intensamente lo sforzo di organizzazione universale e capillare, di rinnovamento metodologico e di approfondimento contenutistico della C. che hanno i loro riferimenti essenziali in alcuni documenti pontifici di grande rilievo storico: Provido sane (1935), Divino afflante Spiritu (1943), Mystici corporis (1943), Mediator Dei (1947). Sono gli anni dell’istituzione dell’UCN e degli UCD, dell’introduzione dei metodi attivi e del globalismo, della riscoperta della Bibbia e della liturgia, e della dimensione ecclesiale e cristologica della C. L’A. si inserisce in questo vasto movimento con alcune iniziative originali ed efficaci: a) consolidamento ed espansione mondiale delle sue istituzioni religiose dedicate all’evangelizzazione; b) Fattività editoriale al servizio della C., nei tre settori biblico-teologico, pastorale-cat.-liturgico, religiosità popolare; c) la pubblicazione di periodici vari: bollettini parrocchiali (ad es. «La domenica», 1921), riviste per fanciulli e giovani («Il giornalino» e «L’Aspirante», 1924), settimanali e quindicinali per un vasto pubblico («La domenica illustrata», «Famiglia cristiana», 1932; «Dottrina e fatti», 1922), ecc.; d) Fuso dei mezzi moderni di comunicazione di massa (S. Paolo Film, 1938; stazioni radio, 1952, ecc.); e) il → Centro Cat. Paolino (1952) con relativa riv. «Via Verità e Vita» (1952).

In questa fase e anche durante l’ultimo periodo della sua vita, l’A. pur non avendo più il tempo materiale per seguire da vicino lo sviluppo del pensiero cat. e la vasta produzione in continua espansione, riesce ad offrire ancora interessanti contributi dottrinali, sparsi in molteplici opere di carattere autobiografico. Muore a Roma il 26 nov. 1971.

3. L’A. è essenzialmente uomo di azione apostolica, un suscitatore e animatore di iniziative finalizzate all’evangelizzazione dell’uomo contemporaneo, un profeta del nostro tempo, dotato di generosità e intuito; sarebbe però poco realistico parlare di un suo progetto cat. originale e fondato su basi teoretiche. In ogni caso egli appare saldamente ancorato alla teologia del suo tempo (e molto meno alle moderne scienze dell’uomo), fortemente connotato dall’intuizione del valore rivoluzionario dei mezzi della comunicazione sociale e poco preoccupato di raggiungere organicità e completezza di contenuti. Il suo «progetto di evangelizzazione» segue pertanto una sequenza logica abbastanza lineare. Esso parte dall’intuizione del carattere totalizzante e innovatore del → messaggio cristiano; si arricchisce dell’istanza universalistica che è specifica dell’apostolo Paolo, tramutandosi in un’ansia di annuncio illimitato nel tempo e nello spazio; si specifica nell’attenzione all’attualità, cioè all’ascolto dell’uomo contemporaneo e delle sue reali condizioni di vita.

La formula sintetica: «Tutto il messaggio a tutto l’uomo, per tutti gli uomini, con tutti i mezzi possibili» esprime molto bene lo spirito di questo progetto.

Bibbia e liturgia rappresentano i poli essenziali del messaggio cat. L’A. è stato uno dei grandi precursori della riscoperta della centralità della Bibbia nella vita cristiana.

La metodologia cat. è sintetizzata in A. nel trinomio Via-Verità-Vita, che rappresenta però anche un tentativo di sistemazione dei contenuti del Messaggio (dottrina-morale-culto).

4. Particolarmente significativo rimane il contributo dell’A. all’azione cat. mediante l’apporto dei moderni mezzi di comunicazione sociale di massa per l’annuncio del Vangelo. L’annuncio cristiano attraverso i mass-media è per l’A. il banco di prova della capacità della Chiesa di confrontarsi con la sfida della realtà contemporanea. Da questa impostazione originale della C. l’A. trae motivo per una spiritualità nuova, che deve permeare la formazione e Fazione di chi si dedica all’opera di redazione, produzione e diffusione dei mezzi di comunicazione di massa al servizio del Vangelo.

Bibliografia

1. Fonti. Opere fondamentali di A.: Abundantes divitiae gratiae suae. Opera omnia, vol. 1, Roma, Ed. Paoline, 1971; Apostolato stampa. Alba, P. Soc. S. Paolo, 1933; Appunti di teologia pastorale, Torino, Marietti, 1915.

2. Bibliografia. Atti del convegno cat. paolino, Ariccia 1960, Roma, Figlie di S. Paolo, 1960, 51-61; A. Damino, Bibliografia di Giacomo Alberione, Roma, Archivio Storico Generale della Famiglia Paolina, 1979.

3. Studi. A. Da Silva, Il cammino degli esercizi spirituali nel pensiero di Don Alberione, Ariccia, Centro di spiritualità paolina, 1981; R. Esposito, La teologia della pubblicistica secondo l’insegnamento di G. Alberione, Roma, Ed. Paoline, 1972; L. Rolfo, Don Alberione, appunti per una biografia, Alba, Ed. Paoline, 1974.

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