1841 novembre 3: Giovanni Bosco entra nel Convitto Ecclesiastico

1841 novembre 3: Don Giovanni Bosco entra nel Convitto Ecclesiastico per perfezionarsi nella morale e nella predicazione (MB 2,39.44).
Il Convitto Ecclesiastico era un’istituzione per la qualificazione pastorale e la  formazione spirituale dei novelli sacerdoti. Lo dirigeva il Teologo Luigi Guala (1775-1848), che l’aveva fondato nel 1817. San Giuseppe Cafasso vi era entrato
come allievo nel 1834, venne scelto dal Guala come “ripetitore” di teologia morale  e collaboratore; diverrà Rettore del Convitto nel 1848.

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1841 ottobre 14: Don Bosco a Moncalvo

1841 ottobre 14: arrivo fortunoso di Don Bosco a Moncalvo (Asti), presso il castello dei Merli (o Merletti), ove ebbe in regalo il volume Compendio di Storia Ecclesiastica di Lorenzo Berti, fiorentino, che gli fu tanto utile in seguito (MB 2,35).

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1841 autunno: pensare all’avvenire

1841 autunno: le ferie volgevano ormai al loro termine e Don Giovanni Bosco doveva pensare all’avvenire.
Tre impieghi gli venivano offerti:
– maestro in casa di un nobile signore genovese con lo stipendio di Lire  1000 annue, più vitto e vestito;
– cappellano della borgata di Morialdo con raddoppio di stipendio;
– vicecurato a Castelnuovo.
Don Bosco, prima di decidere andò da Don Cafasso. Questi gli rispose: «Voi avete bisogno di studiare la morale e la predicazione: venite al Convitto Ecclesiastico» (MB 2,38).

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Famiglia Moglia

FAMIGLIA MOGLIA  (a cura di Gianpaolo Fassino)

Dove non diversamente indicato ci si riferisce ad atti parrocchiali registrati a Moncucco Torinese (Asti), Parrocchia di San Giovanni Battista.
Giovanni Moglia (marito) e Maria Mosso (moglie), capostipiti. Ebbero 5 figli:
1 – Antonio: nato 20 maggio 1750 e morto 9 novembre 1816; sposa Teresa   Matta.
2 – Nicolao: nato 6 marzo 1755, sacerdote beneficiato a Castelnuovo e morto 15 gennaio 1839 a Moncucco. Fu maestro di Don Bosco alle scuole di Castelnuovo.
3 – Giuseppe: nato 1 febbraio 1757 e morto 9 settembre 1828; sposa Teresa Poesio figlia di Matteo e Giovanna Maria digrignano e morto 19 luglio 1835 all’età di anni 80.
4 – Giorgio: nato 26 dicembre 1758, morto 29 dicembre 1816, sposa [a Moriondo ?] Anna Zucca, figlia di Domenico e Teresa Allora di Moriondo Torinese, morta 21 dicembre 1831. Ebbero 4 figli:

1 – Luiggi Niccolao: nato 1 luglio 1799 e morto 6 giugno 1882; sposa Dorotea Filipello figlia di Lorenzo e Francesca Maria Musso di Castelnuovo, nata 1 febbraio 1802, matrimonio [a Castelnuovo d’Asti ?] il 1 febbraio 1820. Ebbero nove figli:

1 – Anna Francesca Caterina: nata 22 aprile 1822; il 24 gennaio 1843 sposa Giovanni Battista Casalegno (di fraz. Barbaso di Moncucco).
2 – Giorgio Lorenzo Maria: nato 2 ottobre 1825 e morto a Torino (via Benevento) nel 1923 [Molineris, Vita episodica di Don Bosco, p. 151], sposa il 29 febbraio 1848 a Moncucco Caterina Mosso, n. 29 aprile 1827, con dispensa per la consanguineità del quarto grado. Il matrimonio fu celebrato a Moncucco dal parroco di Moriondo Don Giuseppe Mosso, nativo di Moncucco e zio paterno della sposa. Giorgio Lorenzo fu poi teste al processo diocesano per la Beatificazione di Don Bosco.
3 – Giuseppe Lorenzo: nato 3 marzo 1829 e morto a Mombello autunno 1898; il 29 gennaio 1861 sposa Anna Maria Mosca di Mombello Torinese, nata 29 dicembre 1843.
4 – Lorenzo Giacinto: nato 12 novembre 1831 e morto il 29 marzo 1833.
5 – Francesca Maria: nata 13 agosto 1834 [N.B.: non Francesco Maria come scrive Stella, Don Bosco nella storia della religiosità cattolica, vol. I, p. 35 n], il 17 febbraio 1852 sposa Luigi Beltramo di Castelnuovo.
6 – Anna Maria: nata 9 maggio 1837; il 15 febbraio 1859 sposa Giovanni Enrico Matta di Moriondo Torinese.
7 – Luigi Giovanni Battista: nato 1 agosto 1840 (Don Bosco gli fu padrino di Battesimo), morto 3 maggio 1906 [fonte: Stato delle anime 1871-1940 e Stella, Don Bosco nella storia della religiosità cattolica, vol. I, p. 35 n, il decesso non è però registrato negli atti di morte di Moncucco], sposa il 15 gennaio 1867 Anna Maria Borello nata 7 giugno 1851.
8 – Teresa Agnese: nata 24 gennaio 1844 e morta 26 ottobre 1845.
9 – Luiggia Dorotea: nata 2 marzo 1847 e morta 17 marzo 1847.

2 – Giovanni Battista: nato 11 febbraio 1804, “soldato giubilato a Torino” [da Stato delle anime di Moncucco 1827-1835]; successivamente (1840 circa ?) rientra in famiglia a Moncucco; nubile, morto 24 luglio 1890.

3 – Anna: nata 14 dicembre 1806, sposa a Moncucco il 6 aprile 1830 Giuseppe Zucca figlio di Bernardo e Angela Lusso di Moriondo, con dispensa per il secondo grado di consanguineità.

4 – Teresa: n. 4 marzo 1810, sposa a Moncucco il 13 giugno 1831 Giovanni Battista Corno figlio di Domenico e Giovanna Zucca di Moriondo con dispensa per il secondo grado di consanguineità.

5 – Giovanni Battista: nato 8 agosto 1762, coniugato a Torino.

NB. Anna Moglia, sorella di Luigi, andò sposa a un certo Giuseppe Zucca del Bausone. E qui sorge spontanea una domanda: Era della famiglia degli Zucca dove Giovanni andò a bussare dopo la breve esperienza presso i Càmpora? Oppure di altra famiglia? Comunque sia questa Anna, per circostanze allora imprevedibili, in seguito dovette andare sovente a Torino per affari e non mancava mai di fare visita alla chiesetta di San Francesco di Sales per confessarsi da Don Bosco e compiere le sue devozioni. Si avverava così la predizione fatta da Giovannino quando lavoravano assieme nei lavori dei campi alla cascina Moglia: «Voi un giorno verrete a confessarvi da me» (MB 1,207).

 

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1828: Giovanni è garzone alla cascina Moglia

1828: Giovanni è garzone alla cascina Moglia. Essendo vicina l’abitazione dei Moglia a quella dei Bosco, Mamma Margherita s’indusse a inviare il figlio Giovanni come garzone di campagna presso i loro parenti nella cascina di Moncucco. Ma si comportò così bene che il buon Luigi Moglia, sul finire dell’autunno 1828, diede a Mamma Margherita Lire 30 e l’anno dopo Lire 50 (MB 1,205). Don Giovanni Battista Lemoyne indica come mese di partenza il febbraio 1828. Giovanni aveva 12 anni e 6 mesi. Don Molineris accetta questa data.

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1828 febbraio: Giovanni va’ via di casa

1828 febbraio: Antonio, che ha 18 anni, non intende permettere che Giovanni si dedichi agli studi. La mamma (per evitare la guerra in casa), consiglia a Giovannino (di anni 12 e 6 mesi):
– di recarsi come garzone alla cascina Càmpora, che lo accettano come vaccaro ma per poco tempo (MB 1,192; Molineris, Don Bosco inedito, 147-148);
– passa poi dagli Zucca del Bausone (frazione di Moriondo Torinese), ma anche lì non viene accettato: non è ancora la stagione per accogliere i vaccari (MB 1,192; Molineris, 149);
– allora si dirige alla cascina Moglia di Moncucco Torinese (Asti), dove viene assunto con la paga annua di Lire 15 (MB 1,192).

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1826 marzo 26: Prima Comunione di Giovanni Bosco

1826 marzo 26, Pasqua di Risurrezione: Prima Comunione di Giovanni Bosco.
Don Lemoyne la pone a questa data dopo aver interrogato di proposito Don Bosco e magari anche dopo gli accertamenti fatti dal Salesiano Don Secondo Marchisio che, su invito di Don Rua, dopo la morte di Don Bosco, era tornato per 3 mesi a Castelnuovo (suo paese natale), per raccogliere quanto poteva riguardare la storia di Don Bosco.
Scrive Don Bosco: «Io era all’età di 11 anni quando…», si può intendere «verso gli 11 anni»… Don Bosco, sulle date non sempre è stato preciso. Infatti nel 1826 aveva 10 anni e 7 mesi…Scrive Don Lemoyne: «Giovanni, raggiunta l’età di 10 anni, desiderava fare la Prima Comunione».Ma se vogliamo prendere alla lettera quell’11 anni, la Prima Comunione fu nella Pasqua del 1827 che cadeva il 15 aprile.
Il parroco, nella sua relazione scrive che la davano a 12 anni e anche oltre… Ma vedendo in Giovanni Bosco un genio precoce, non avrà forse fatto una eccezione? (MB 1,173).
Giuseppe Sismondo (1771-1827) fu parroco di Castelnuovo dal 1812 alla morte. Don Lemoyne mette la morte il 3 ottobre 1826 all’età di 56 anni (MB 1,182).Vicario foraneo, era il titolo dato al parroco che coordinava le parrocchie di una zona (vicariato). La diocesi di Torino in quel tempo contava 463.400 abitanti; le parrocchie erano 242 suddivise in 27 vicariati (cf. Aldo GIRAUDO, Clero, seminario e società. Aspetti della Restaurazione religiosa a Torino, Roma, LAS, 1993, 62-69). Nel 1825 il parroco di Castelnuovo scriveva all’Arcivescovo: «Il catechismo ai ragazzi si fa non solamente nei giorni festivi, ma anche in tutti i dì della Quaresima, principiando dalla prima settimana sino a quella di Passione, per così prepararli alla confessione e comunione pasquale, alla quale comunione comune-mente si principia ad ammettere i figli e le figlie all’età di 12 anni, scorgendosi però in essi una tal quale capacità e sodezza» (Relazione dello stato della Parrocchia di S. Andrea, f. 471). La funzione si celebrava nel periodo pasquale. Giovanni compì 11 anni il 16 agosto 1826, dunque, presumibilmente, venne ammesso alla comunione nella Pasqua 1827, scrive Don Aldo Giraudo.

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1826 febbraio 11: muore ai Becchi Margherita Zucca

1826 febbraio 11: muore nella Casetta dei Becchi Margherita Zucca (madre di Francesco e nonna di Antonio, Giuseppe e San Giovanni Bosco).

Scrive Don Lemoyne: «Il giorno 11 febbraio fu l’ultimo di sua esistenza. Intorno al letto stavano Margherita e i nipoti. La nonna, facendo uno sforzo, disse loro: “Io parto per l’eternità; raccomando l’anima mia alle vostre preghiere. Perdonatemi se  qualche volta mi sono mostrata severa verso di voi, ma ciò fu fatto per il vostro bene. Ringrazio te, Margherita, di quanto hai fatto per me”. Così dicendo la strinse al seno e la baciò con queste parole: “Ti bacio nel tempo per l’ultima volta, ma spero di vedervi tutti assai più felici nella beata eternità”. I nipoti, che piangevano dirottamente, furono condotti nella casa di un vicino e, dopo un’ora circa di penosa agonia, la buona vecchia rendeva l’anima sua al Creatore» (MB 1,172).

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1825: Giovanni frequenta la scuola invernale di Capriglio

1825. Dopo i Santi frequenta ancora la scuola invernale di Capriglio fatta dal prevosto Don Giuseppe Lacqua, saltuariamente per le interferenze di Antonio (MB 1,100).

Giuseppe Lacqua (1764-1847). Don Bosco scrive “Delacqua”. Domestica di Don Lacqua era la zia Marianna Occhiena (1785-1857). Giovanni Bosco manterrà ottime relazioni con Don Lacqua, come documenta la corrispondenza epistolare superstite (cf. Giovanni BOSCO, Epistolario. Volume I: (1835-1863). Introduzione, testi critici e note a cura di Francesco Motto, Roma, LAS, 1991, 48, 73). La maggior parte dei maestri elementari e dei professori di scuola superiore nello Stato sabaudo, fino alla metà del secolo, era costituita da sacerdoti che accanto all’insegnamento assumevano anche la carica di viceparroco o di cappellano nelle chiese dei villaggi.

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1825: Leone XII indice il Grande Giubileo dell’Anno Santo 1825

1825: Leone XII indice il Grande Giubileo dell’Anno Santo 1825. Monsignor Colombano Chiaveroti stabilisce che a Torino si celebri dal 12 marzo al 12 settembre (MB 1,175).

Giovanni Bosco aveva 10 anni. Il caro Padre, nello scrivere le Memorie del-l’Oratorio, sposta a questa età l’incontro provvidenziale con Don Calosso. Ecco allora il perché dell’offerta dei 4 soldi al ragazzo purché sappia dire l’argomento trattato nelle due prediche (MB 1,177). Ma il cappellano di Morialdo arrivò a prendere possesso della cappella di San Pietro nella primavera del 1829. Pertanto nel 1825 non ci fu nessun incontro tra i due.

 

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